vita da mamma

Vita da mamma: Camilla

Camilla è davvero una ventitreenne atipica, perchè invece di pensare a tante frivolezze, ha deciso di prendersi due grandi responsabilità e di cambiare la sua vita diventando mamma, non una ma ben due volte, di Alvise e di Allegra nata da poco più di un mese.

Ho conosciuto Camilla su Instagram, dove potete trovarla con il nome houseof.camilla, e subito sono stata colpita dal suo sguardo, così profondo e ho pensato che doveva essere un tipo davvero tosto e soprattutto coraggiosa per aver fatto le scelte che ha fatto.

Da lì la grande voglia di conoscere la sua vita da mamma..ed ecco qui il suo racconto!

Sono Camilla, una giovane mamma di 23 anni. Una di quelle ragazze con obiettivi solidi, a cui non piacciono i perditempo, che organizza nel dettaglio anche il giorno di riposo. Era il lontano 2014 quando ho passato il test che mi permise di iscrivermi alla facoltà di odontoiatria e protesi dentaria, un traguardo molto importante per me che ho sempre amato pensare al mio futuro in camice. Le sorprese in quell’anno si sono moltiplicate perché ho conosciuto Diego ed è proprio con lui che, appena qualche mese dopo, ho scoperto che sarei stata per sempre diversa.. mi sarei trasformata in una mamma.

 

 1. Quando sei diventata mamma? L’hai sempre desiderato, o è stato un fulmine a ciel sereno?

E’ difficile esprimere cosa vuol dire “diventare mamma”. Lo si diventa ufficialmente il giorno in cui si mette alla luce il proprio figlio ma in realtà, per me, è stata una evoluzione. Lo sono diventata già prima, quando scoprii di condividere il mio corpo con un piccolo fagiolino che prendeva forma nella mia pancia. E’ da questa consapevolezza che volente o nolente lo sei già, una mamma. Tuo figlio ti ha scelta, ha scelto i suoi genitori, ha scelto di esistere.

 2. La tua prima reazione quando hai saputo di essere incinta.

Il ciclo ritarda un mese e con un po’ di preoccupazione compri un test di gravidanza. Il primo. Cosa fai, lo tieni nel cassetto un po’ di giorni perché non sei pronta. Una sera ci decidiamo, la curiosità mista all’ansia ci spingeva troppo. Negativo. Salta anche il secondo ciclo e realizzi che è ora di andare dal ginecologo per una visita. Ero sola la sera in cui ho scoperto che non sarei stata più la stessa Camilla di prima. Il dottore mi appoggia l’ecografo e mi esclama ” signora, lei è gravida. È in 9 settimane, nascerà a maggio”. C’è stato un secondo in cui posso dire di essere stata catapultata in un tunnel nero. Mi sono sfrecciate davanti tante immagini, Diego, libri, date di esami, i miei genitori. E poi maggio? A giugno inizia la sessione come farò?

Fuori nel parcheggio mi aspettava Diego, un certo sesto senso lo aveva mandato li alla fine del lavoro e quando l’ho guardato negli occhi, cartellina tra le mani, gli ho detto piano “vuoi vedere tuo figlio?” . La sera ho pianto, tanto. E ricordo di avere detto “io non la so fare la mamma. Non sono pronta”.

La seconda volta non è stata molto diversa, nulla di programmato nemmeno questo giro. Un po’ di esperienza sulle spalle mi ha dato modo di vivere meglio la scoperta della gravidanza.

3. Come hai vissuto la tua gravidanza? 3 parole che descrivono i tuoi 9 mesi di attesa. 

La mia prima gravidanza è stata super. Zero nausee, zero disturbi, solo “qualche” (15) chiletto in più. Ho frequentato l’università fino a due giorni prima di iniziare il travaglio, ho sempre fatto attività fisica e mangiato di tutto. Se devo descriverli in 3 parole sono stati nove mesi IMPEGNATI, CURIOSI, ovviamente ORGANIZZATI.

 4.Se ne hai voglia, raccontami brevemente il tuo parto.

Non ho mai pensato troppo a cosa sarei dovuta andare incontro. se ci pensavo mi partiva l’ansia. Così ho vissuto l’attesa e lo stesso parto con spensieratezza. E’ stata un’esperienza dolorosa sicuramente, ma molto bella, ho visto e sentito il mio corpo in una nuova veste, con dell’energia che non avrei mai pensato di avere. Avevo deciso di restare a casa durante le contrazioni perché in ospedale, con persone attorno, mi sarei di sicuro innervosita. L’epidurale non era nei miei piani e abitando a due passi dall’ospedale avrei potuto regolare bene i tempi e decidere quando sarebbe stato il momento di lasciare il nostro appartamento per l’ultima volta in 2. Così quando nella notte ho rotto le acque, mi sono fatta una bella doccia calda, lavata i capelli, vestita, e ho passato il periodo delle contrazioni sul divano, seduta ad inspirare ed espirare in serenità. Il mio compagno dormiva con un orecchio sempre teso e ogni tanto chiedeva se andava tutto bene. E’ stato un travaglio in intimità, io con la mia panciona, e quando le contrazioni si sono fatte più ravvicinate e forti siamo partiti a piedi con il nostro borsone. In ospedale, dopo 4 spinte è nato Alvise.

5. I tuoi primi giorni da mamma, è andato tutto come ti aspettavi? Le tue prime sensazioni.

In ospedale ho sofferto tanto, il mio sonno è molto leggero e faticavo a dormire.

La montata lattea non arrivava e il bambino si svegliava continuamente per attaccarsi.

A questo si sono sommate innumerevoli visite di parenti e amici che non capivano quanto io fossi stanca e poco propensa alla compagnia e alle chiacchiere. Il rientro a casa è stato miracolante, ho dormito nel mio letto e la mattina è arrivato anche il latte e sono riuscita a concentrare tutte le mie emozioni sul mio pargoletto.

6. La tua esperienza con l’allattamento

Ero decisa ad allattare il mio bambino e ci sono riuscita con la tranquillità che ho ritrovato una volta fatto ritorno a casa. E’ stata un’esperienza molto bella ma impegnativa, avere degli orari e delle scadenze giornaliere soprattutto nei primi mesi non è semplice. Ho continuato fino a 6 mesi compiuti del bambino, poi il latte era poco e la stanchezza troppa perché avevo cominciato a frequentare le lezioni e la sveglia suonava presto. Sicuramente proverò ad allattare anche la mia bimba ma non penso di durare molto di più, e poi se posso essere sincera.. allattare il bambino a cui sono già spuntati i denti mi mette, non dico paura, ma in soggezione.

7. Com’è cambiata la tua vita da quando sei mamma?

E’ stata una rivoluzione e lo è tutt’ora. Prima di avere un figlio ci sei tu: i tuoi ritmi, i tuoi orari, i tuoi momenti di bisogno. Poi ci sei tu lo stesso.. ma prima c’è l’essere mamma. Hai una nuova veste e tu sei il punto di riferimento del tuo bambino. Non ho mai sopportato l’idea di dover costringere Alvise ad avere dei ritmi compatibili con i miei, quindi gli ho lasciato la più totale libertà, assecondando i suoi bisogni e i suoi tempi ma al tempo stesso cercando di abituarlo sempre alla stessa routine, in modo che si creasse una certa quotidianità. Così, senza troppa fatica, siamo entrati in sintonia, i primi mesi sono stati i più difficoltosi perché, soprattutto allattando, il bambino è molto dipendente dalla figura materna. Quindi vai di docce da due minuti, pause bagno altrettanto rapide, cene preparate alle 10 di sera quando si addormentava, qualche rifiuto per una cena tra amici perché troppo stanca per fare tardi. ora come ora, che ha compiuto due anni, le rinunce sono molto diminuite e lo spazio per la mamma si è un po’ ossigenato.

8. Come concili la vita lavorativa e la vita da mamma?

Prima di questa seconda gravidanza oltre all’università lavoravo anche come istruttrice in piscina, poi sono venute meno sia le energie sia il tempo ed ora come ora, dopo il lavoro di mamma, penso solamente allo studio. Fondamentale è stato l’aiuto delle nonne che restano con il bimbo quando devo frequentare i corsi o quando ho gli esami da preparare. La mia fortuna? tanta memoria e non più di due ore al giorno di studio.

9. 3 aggettivi che ti descrivono come mamma, che tipo di mamma sei?

Saranno un po’ scontati ma

PAZIENTE: qualità che ho scoperto di avere e ho molto migliorato dopo la nascita di Alvise e che può solo migliorare.

SPORTIVA: amo infilare le scarpe da ginnastica e scendere in giardino per giocare all’aria aperta. Ci siamo mossi con la bicicletta e il sellino fino ad una settimana fa, con il pancione.

CURIOSA: a volte mi perdo ad ammirare mio figlio che scopre il mondo e che cresce. Sono incuriosita da come cambia il suo corpo e soprattutto di come si sviluppano le sue capacità.

10. La tua giornata tipo da quando sei mamma

Ahimè svegliarsi presto è nei miei geni e Alvise ha preso proprio da me. Sveglia alle 7/7.30, colazione insieme, un po’ di cartoni sotto le coperte, rituale del bagno con lavaggio viso, denti, pavimento. Ci vestiamo, guardiamo il camion della spazzatura dal terrazzo perché mio figlio lo adora e poi mi aiuta a fare il letto, qualche faccenda come svuotare la lavastoviglie e piegare i vestiti puliti. Poi siamo pronti per uscire e via fino a pranzo. Dopo mangiato riposino di due ore insieme, e il pomeriggio andiamo a trovare qualche amichetto o giochiamo sempre in giardino. La sera arriva papà e si respira un pochino. Rituale del bagnetto dopo cena prima di andare a dormire. Leggiamo sempre qualche storia a letto dopo aver bevuto la ciuccia e si crolla insieme, con capelli della mamma tra le sue mani.

11. 5 consigli per una neomamma!

1. Non prendere come legge nessun consiglio, tanti ti vorranno insegnare quello che devi o non devi fare. Tu filtra le informazioni utili e segui il tuo istinto di mamma; a volte ti farà sbagliare ma ricorda che sbaglierai per amore.

2. Organizzazione per vivere serena.

3. Non sentirti in colpa se senti l’esigenza di prenderti un pomeriggio libero, una serata in compagnia di qualche amica, siamo mamme e non addette ai lavori forzati.

4. Quando ti sembrerà di essere impazzita, fuori di testa, ricordati che ci siamo passate tutte. Compresa la sottoscritta; è tutto un normale svolgersi delle cose.

5. Goditi ogni momento con tuo figlio/figlia perché quando dicono che il tempo passa in fretta.. ammazza se è vero!

Già lo sapevo, ma Camilla mi ha confermato che non c’è un’età giusta per essere mamme. Lei così determinata nei suoi obiettivi, organizzata e metodica è stata investita dai suoi due uragani così senza preavviso e ha messo, per un pochino, in stand by i suoi desideri per mettere al centro della sua vita i suoi bimbi. Non dev’essere facile e a lei va tutta la mia stima e la ammiro molto. Perchè se anche in alcuni momenti, può sembrare che i figli ci tolgano la libertà, in realtà ci donano un mondo immenso, da rivivere attraverso i loro occhi.

Camilla, grazie per esserti raccontata senza riserve, ti auguro di realizzare i tuoi sogni e che la tua vita sia sempre piena di gioia e serenità, circondata dall’amore dei tuoi bellissimi bimbi.

Annunci

One thought on “Vita da mamma: Camilla

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...