ALLATTAMENTO

FALSI miti sull’allattamento N°1

Questa rubrica liberamente tratta dal libro ” E se poi prende il vizio?” di Alessandra Bortolotti, vuole essere uno spunto per tutte le mamme che dopo il parto, al momento dell’allattamento si trovano sommerse dai consigli graditi o meno, su come gestire il proprio bambino.

Queste affermazioni sono tutte pregiudizi che appartengono alla nostra cultura, smentiti dalle evidenze scientifiche.

Buona lettura!

SE LA SERA LA MAMMA HA MENO LATTE E’ NECESSARIA L’AGGIUNTA DI LATTE ARTIFICIALE.

Alcune volte si ha l’impressione di avere più latte la mattina e meno la sera. Ciò è dovuto alla prolattina, un ormone coinvolto nella lattazione che funziona meglio in assenza di luce; ecco perchè è necessario allattare a richiesta anche di notte per mantenere una produzione di latte ottimale nell’arco delle 24 ore.

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SE IL BAMBINO PIANGE DOPO O DURANTE LA POPPATA VUOL DIRE CHE NON C’E’ ABBASTANZA LATTE O CHE NON E’ ABBASTANZA NUTRIENTE.

Questi comportamenti del bambino possono essere dovuti a molti motivi ma non sono certamente causati da una composizione sbagliata del latte materno. Può essere un problema di posizione, di temperatura ambientale, di dentizione, di bisogno di contatto o si può essere in presenza di uno scatto di crescita. Il pianto è sempre un segnale del bambino e non va mai ignorato. Con il tempo la mamma imparerà a riconoscere i motivi di inquietudine del proprio bambino e quasi sempre l’allattamento al seno la aiuterà a consolarlo.

A UN CERTO PUNTO BISOGNA SMETTERE DI ALLATTARE ALTRIMENTI IL BAMBINO RISULTERA’ TROPPO DIPENDENTE DALLA MAMMA E NON ACQUISTERA’ AUTONOMIA.
Al contrario, illustri scrittori hanno evidenziato che allattare a lungo, come tutte le cure prossimali ( quelle che prevedono la vicinanza della madre e del bambino sia di giorno, sia di notte), contribuisce a rendere il bambino più sicuro di sé e aumenta la sua autostima. Anche il legame madre/bambino sarà fortificato grazie alla produzione ormonale legata all’allattamento. L’indipendenza nasce dalla fisiologica dipendenza che serve al bambino almeno fino ai tre anni di vita. Nella nostra cultura è difficile portare avanti modelli educativi ad alto contatto poiché per una certa consuetudine sembrano “normali” le pratiche a basso contatto; queste ultime però non trovano alcuna conferma scientifica.

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BISOGNA DISTINGUERE TRA POPPATE CHE INDICANO FAME E POPPATE CHE SODDISFANO ALTRI BISOGNI.
Allattare è un gesto d’amore che implica una relazione tra due persone e non soltanto un fatto alimentare. Non ha senso distinguere tra fame di cibo e fame d’amore, di coccole o di rassicurazione. Tutti questi aspetti insieme contribuiscono a una crescita sana e rispettosa dei bisogni affettivi e relazionali di ogni bambino.

ALCUNI ALIMENTI FANNO AUMENTARE LA PRODUZIONE DI LATTE.
Non esistono alimenti capaci di aumentare la produzione di latte. Soltanto il bambino che succhia può far aumentare la quantità di latte disponibile.

SE UNA DONNA HA I CAPEZZOLI INTROFLESSI O PIATTI NON POTRA’ ALLATTARE.
I capezzoli sono di forme e dimensioni diverse. Anche una stessa donna può avere capezzoli differenti tra loro. Tutti i capezzoli sono buoni per allattare in quanto il bambino che poppa introduce in bocca anche gran parte dell’areola intorno al capezzolo. Tuttavia, in alcuni casi potrà esserci bisogno di qualche giorno e di un aiuto specifico perchè il bambino si attacchi correttamente.

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CON IL TEMPO IL LATTE DELLA MAMMA DIVENTA ACQUA, NON NUTRE PIU’.

Il latte della mamma è sempre perfetto e bilanciato per il bambino che lo assume. Anzi, la sua composizione cambia via via nel tempo per adattarsi alla crescita del bambino. Per esempio è noto come nel secondo anno di vita 500 ml di latte materno contengano circa il 30% del suo fabbisogno giornaliero di calorie, il 38% delle proteine, il 45% di vitamina A e ben il 95% di vitamina C.

IL BAMBINO HA UN METABOLISMO DISORGANIZZATO ALLA NASCITA ED E’ NECESSARIO SEGUIRE ABITUDINI ED ORARI PRESTABILITI PER AIUTARE A STABILIZZARSI.
Il bambino alla nascita è di norma in grado di segnalare i propri bisogni e non ha necessità di essere guidato nella frequenza di allattamento e di sonno. Alcuni bambini sono un po’ più sonnolenti del normale e in questo caso potrebbe essere necessario svegliarli per garantirgli un sufficiente apporto di latte. Col passare del tempo madre e bambino, stando vicini, riusciranno a stabilire piccole e proprie regolarità e a conoscersi sempre meglio. Ogni coppia madre/bambino è unica!

I BAMBINI SCAMBIANO LA MAMMA PER UN CIUCCIO.
Casomai è il ciuccio che viene scambiato per il seno!

NON ESISTE CONFUSIONE TRA TETTARELLA E CAPEZZOLO.
Ciucciare dal seno della propria madre o dal biberon richiede tecniche di suzione completamente diverse, Usare il biberon può influire negativamente sulle capacità del bambino di succhiare dal seno in maniera corretta.

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IL CIUCCIO NON INTERFERISCE CON LA SUZIONE AL SENO E NON SOSTITUISCE LE POPPATE.

Anche il ciuccio può interferire nel meccanismo di domanda e offerta del seno materno. Il ciuccio rappresenta di fatto un sostituto del seno materno e può determinare una diminuzione della disponibilità di latte.

SE UN BAMBINO NON AUMENTA BENE DI PESO PUO’ ESSERE A CAUSA DELLA BASSA QUALITA’ DEL LATTE DI MAMMA.
Anche le donne malnutrite sono in grado di produrre ottimo latte per qualità come per quantità. Le cause di uno scarso aumento di peso sono da ricercare in una scarsa assunzione di latte, magari non effettuata a richiesta, o a stati di salute alterati del bambino, o anche a problemi di suzione (bambini che stanno sempre attaccati al seno ma non crescono bene è perchè non ingoiano latte).

LA MAMMA DEVE DISTANZIARE LE POPPATE PER DAR TEMPO AI SENI DI RIEMPIRSI.
Nella nostra cultura si pensa che il seno sia soltanto un contenitore di latte, come un biberon che appena è vuoto va riempito.
Il corpo di una donna che allatta invece, produce latte in continuazione, Più il seno è vuoto e più velocemente lavora per riempirsi; più il seno è pieno, più lenta è la produzione di latte.
Se una mamma aspetta sempre di avere i seni gonfi prima di allattare, il suo corpo può ricevere il messaggio che sta producendo troppo latte, e può ridurne la produzione complessiva.

A presto! Con altri pregiudizi…mamme fidatevi di voi stesse e del vostro bambino!

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