GRAVIDANZA · POST PARTUM E PUERPERIO

Senza pannolino fin dalla nascita..è possibile?

Diamo per scontato che un bambino debba portare il pannolino nei primi anni della sua vita e “sedere” nei suoi escrementi. Ma dev’essere proprio così o esistono delle alternative?

Da alcuni anni ci sono genitori occidentali che sperimentano nuove modalità, ricordandosi di donne di altre culture che portano i loro bambini senza pannolino e senza sporcarsi. Sicuramente queste donne di altra cultura sono in grado di percepire quando il bambino ha bisogno di fare la pipì o la popò.

In particolar modo una mamma tedesca, Friederike Bradfisch, usando questo metodo, ha osservato attentamente il suo bambino e ha notato che esiste una fase sensibile in cui il bambino ancora avverte il bisogno di fare i suoi bisogni e comunica attraverso dei segnali corporei che variano da bambino a bambino. Nello stesso modo in cui comunica la fame, la sete così comunica anche il bisogno di defecare o urinare. Questa fase sensibile termina alla fine dei primi tre mesi di vita. Per la mamma si tratta di osservare il bambino e imparare a leggere i segnali non verbali che le invia attraverso il corpo. Quando il bambino da segni di doversi liberare, la mamma lo tiene sopra un vaso, una bacinella, la toilette e lo accompagnerà con un suono tipo sssss, o comunque una parola chiave che ripeterà sempre uguale. Con il tempo il bambino associa il suono all’attività di svuotamento viscerale e quando la mamma gli fa assumere quella certa posizione e emette il suono, fa la pipì o la cacca. Le modalità usate sono varie: alcune tengono il bambino senza pannolino, altre con il pannolino, ma fanno in modo che il pannolino rimanga sempre asciutto. Altre fanno un po’ e un po’, magari mettendo il pannolino solo di notte o durante momenti particolari.th (4) - Copia


Per osservare i bisogni dei bambini sono importanti tre punti:

  1. il timing ( quando)
  2. i segnali del bambino
  3. l’intuizione

Il timing: molti bambini seguono un certo ritmo personale, per esempio subito dopo essersi svegliati, o nella transazione tra sonno e veglia, o alcuni minuti dopo la poppata e 10 minuti dopo. Contrariamente a quanto si immagina, durante il sonno il bambino rimane spesso asciutto. Per comprendere meglio il timing del proprio bambino, conviene lasciarlo nudo i primi tempi e osservarne i ritmi. Inoltre si può osservare quando ha bevuto e tenere a mente dopo quanto tempo si è liberato.

L’intuizione: a volte la mamma è improvvisamente convinta che il bambino ha i suoi bisogni da fare. Se si tratta di intuizione o comunicazione vale la pena sempre dare seguito a questa sensazione. Spesso l’intuizione sostituisce l’osservazione consapevole, soprattutto dopo un certo tempo quando mamma e bambino hanno una relazione sempre più forte.

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Ma un bambino così piccolo è capace di controllare gli sfinteri? Non è nocivo allenarlo così presto?

Naturalmente è sbagliato pensare che il bambino con queste modalità possa essere pulito e asciutto al 100%. Come per ogni tipo di sviluppo ci sono progressi e regressi e il successo è ciclico. Il controllo volontario si sviluppa più tardi, ma la percezione dello stimolo c’è fin dall’inizio. Creando l’abitudine allo svuotamento viscerale sui segnali del bambino e sullo stimolo sonoro che lo accompagna, il bambino impara molto presto ad aspettare un po’ e soprattutto ad aspettarselo.

Ma poi nasce una specie di fissazione e di attenzione coatta sui bisogni del bambino?th (2)

L’attenzione della mamma è in ogni modo completamente assorbita dal bambino, soprattutto nei primi mesi, e focalizzata alla comprensione dei suoi bisogni e delle sue modalità espressive e comportamentali. Con il tempo la mamma rimane istintivamente aperta ai bisogni del bambino, senza doverci pensare o doversi concentrare in modo cosciente. Inoltre ricordando quanto sia difficile partorire distese sulla schiena, si suppone che anche per un bambino sia più difficile defecare disteso o contro la resistenza del pannolino. I vantaggi di questa modalità educativa sono dati dal fatto che i tentativi di comunicazione del bambino vengono accolti e si produce una reazione ad essi. Il bambino non deve portare un pacco ingombrante di pannolini, non deve rimanere a contatto con i suoi escrementi, non deve imparare faticosamente a stare senza pannolino da grande, ma acquisisce il controllo degli sfinteri in modo armonioso all’interno del suo sviluppo complessivo. I genitori si sentono maggiormente in comunicazione con il bambino, e non vivono la fatica dell’educazione al vasino. Infine si aggiunge un vantaggio ecologico per il ridotto uso di pannolini monouso e detersivi.

Verena Schmid

Spero che questo articolo possa esservi utile e far presente ai genitori un’alternativa diversa da ciò che si considera “normale”. Genitori informatevi riguardo a tutte le alternative possibili riguardo all’educazione dei vostri bambini, perchè troverete la modalità giusta per voi e per vivere serenamente le tappe di crescita dei vostri bambini.

Alla prossima!th (3)

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