CONCEPIMENTO

Aborto spontaneo

L’aborto spontaneo è l’interruzione spontanea della gravidanza prima della 22esima settimana di gestazione.

È un fenomeno molto frequente, che colpisce fino al 35%  delle gravidanze totali, e può essere occasionale, se accade una volta sola, ripetuto, se una donna subisce due aborti spontanei consecutivi, o ricorrente, se una donna subisce almeno tre aborti spontanei consecutivi. I casi più frequenti sono per fortuna quelli di aborti spontanei occasionali.

SINTOMI

Perdite di sangue, crampi e dolori simili a quelli mestruali, vomito.

Non tutte le perdite di sangue sono sintomo di aborto, vanno in ogni caso controllate da un medico, soprattutto se si sono avute minacce d’aborto in precedenza o il medico ha dichiarato la gravidanza a rischio.

Normali sono leggere perdite di sangue intermittenti (che provengono dal collo dell’utero e dalla placenta). Perdite di sangue più abbondanti o continue, e la presenza di coaguli, possono esseere sintomatiche di un inizio di aborto spontaneo.

A volte è la scomparsa dei sintomi della gravidanza (i seni si sgonfiano, la nausea diminuisce) a dare l’allarme.

CAUSE

Si possono suddividere in due grandi gruppi: cause genetiche e cause non genetiche. Le prime riguardano eventuali anomalie che impediscono la normale evoluzione dell’embrione dopo il concepimento. Le cause non genetiche, tra cui rientrano le malformazioni uterine, le malattie come il diabete gestazionale e l’ipertensione, le malformazioni del feto, sono comunque le più frequenti.

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Per motivi diversi si possono verificare due tipi di aborti:

  • aborti precoci: dovuti spesso a problemi dell’ovulo, di un embrione non vitale portatore di anomalie cromosomiche, che viene abortito in quanto non riesce a svilupparsi correttamente.
  • aborti tardivi: dovuti più che altro a problemi “meccanici”, come un collo dell’utero che si dilata, la presenza della placenta previa, infezioni batteriche e malformazioni dell’utero (utero setto, bicorne, o troppo piccolo)

Gli aborti legati al feto:

  • Le anomalie genetiche sono tra le cause più frequenti delle cause più frequenti. Riguarda 2 aborti su 3.
  • Le malformazioni gravi del feto: sono malformazioni rilevanti, cardiache, digestive o nervose.
  • Le gravidanze multiple aumentano il rischio di aborto spontaneo: l’utero è sottoposto a una crescita troppo veloce.
  • In alcuni casi la villocentesi e l’amniocentesi possono provocare un aborto.

Gli aborti legati alla madre:

  • Le malformazioni uterine.
  • La cavità uterina è troppo piccola.
  • I polipi o i fibromi, che esistono nel 20% delle donne, possono essere un ostacolo allo svolgimento della gravidanza, ma dipende tutto dalle loro dimensioni e da dove si trovano.
  • Le infezioni: un aborto può avere un’origine batteriologica, virale o parassitaria. Ne sono responsabili  la listeria, alcuni antibiotici, il virus dell’Epatite B, l’herpes, la varicella, la toxoplasmosi e alcuni parassiti tropicali.
  • Alcuni disturbi ormonali rendono la mucosa uterina inadatta all’annidamento.
  • L’età avanzata della madre influenza la qualità degli ovociti e quindi il verificarsi di un aborto.
  • Il fumo e l’alcool sono fattori che incidono negativamente sulla qualità degli ovociti, sull’annidamento e in generale sull’andamento della gravidanza, aumentando quindi il rischio di aborto spontaneo.

Le cause maschili dell’aborto spontaneo:

  • ​La qualità dello sperma può talvolta essere all’origine di aborti spontanei ripetuti. Uno spermogramma permetterà allora di diagnosticare le anomalia nello sperma del partner.

 

Una donna è soggetta ad aborti a ripetizione tra lo 0.4 e l’1% . In base alle statistiche dopo 2 aborti spontanei successivi, il rischio che avvenga un nuovo aborto viene stimato al 30%, e diventa del 40% dopo 3 aborti.”

COME SI INTERVIENE

  • se l’espulsione è spontanea e completa, non c’è bisogno di nessun intervento medico
  • se l’espulsione è incompleta, verranno somministrate delle compresse di prostaglandina, ormoni che provocano delle contrazioni e permettono di espellere quel che resta nell’utero.

Se è necessario il medico può fare ricorso a un’aspirazione effettuata attraverso una cannuccia collegata a un apparecchio che permette di svuotare l’utero o a raschiamento, per levigare la mucosa uterina, sotto anestesia generale. Questo intervento è seguito spesso da un breve ricovero. Nel caso di un aborto spontaneo tardivo, il ricovero in ospedale è necessario a causa dei rischi di emorragia.

La rimozione del feto viene fatta sotto anestesia.


Considerando che viviamo in un’epoca in cui facciamo sempre meno bambini e in un’età avanzata e che siamo abituati a controllare tutto ciò che ci succede, l’aborto spontaneo è molto difficile da accettare.

Dopo un aborto c’è sempre un periodo di lutto oltre al dolore per la perdita del feto, bisogna aggiungere il senso di colpa della madre. L’aborto rimanda a una sensazione di fallimento e a un senso di colpa. Anche se le donne sono prudenti e aspettano alcuni mesi prima di annunciare la gravidanza, l’aborto è come “un fulmine a ciel sereno”, Benché la maggior parte degli aborti spontanei venga provocata da un’anomalia cromosomica, il senso di colpa rimane inevitabile. Le donne si rimproverano di non essere state capaci di portare a termine la gravidanza. L’aborto rimette anche in discussione una parte della loro femminilità.  A seconda delle donne e della storia della loro gravidanza, il tempo necessario per l’elaborazione del lutto si rivelerà più o meno lungo.

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QUANDO RIPROVARE

La maggior parte dei medici consigliano di aspettare due o tre cicli prima di riprovare ma non ci sono prove che vada rispettata una pausa prima di riprovare a rimanere incinta. Una gravidanza che comincia nel ciclo che segue l’aborto spontaneo, soprattutto se si tratta di un aborto precoce, ha tante possibilità di essere portata a termine quante una gravidanza che comincia mesi dopo. Questo lasso di tempo viene consigliato soprattutto per l’impatto psicologico dell’aborto.
L’importante è comunque ricordare che un aborto spontaneo è molto frequente, che nella maggioranza dei casi non preclude gravidanze future.

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