POST PARTUM E PUERPERIO

Ciuccio o dito? A voi la scelta!

Eccomi tornata a parlare di un argomento che quasi tutti i genitori si trovano ad affrontare con i oro bambini: è meglio dare il ciuccio o lasciare che i piccoli si succhino il dito?

Il neonato ha uno stimolo innato di suzione molto forte: questo meccanismo è naturalmente predisposto affinché stimoli la produzione di latte succhiando il seno materno (sappiamo che più si stimola il seno più produce latte): la bocca, infatti, è l’unica parte del corpo che il neonato è in grado di controllare; tutto il resto lo apprenderà nel corso del tempo.

Nei primi 40 giorni di vita de neonato è sconsigliato l’uso del ciuccio perchè potrebbe interferire con l’allattamento al seno, passato il primo mese circa è possibile provare a dare il ciuccio al piccolo, se lui lo desidera, ma solo quando ha voglia di succhiare, non quando ha fame.

L’uso improprio del ciuccio è quello del tappabuchi: spesso quando viene usato impropriamente diventa une che silenziatore, uno strumento per zittire i neonati invece di fermarsi ad ascoltare, comprendere il vero bisogno e cercare di soddisfarlo in altro modo.

Se il ciuccio non fosse gradito, c’è sempre il dito, utile per il bambino che comprende come le risorse per consolarsi le ha da solo, non ha bisogno di elementi esterni come appunto il ciuccio. Già nel ventre materno i bambini si succhiano il pollice, e così se dopo la nascita avviciniamo loro il pugnetto, iniziano a ciucciarlo con gran gusto!

Entrambe le soluzioni non sono da demonizzare, sono dei passaggi necessari alla crescita dei bambini, l’importante è non continuare per troppo tempo, per evitare che ci siano danni ai denti e alla bocca dei piccoli.

La maggior parte delle volte i bambini decidono di smettere da soli, ma se così non fosse come si può fare?

A decidere di smettere di ciucciare il pollice deve essere lui, il proprietario. E’ sconsigliato forzare la mano.

Infatti il modo migliore per avere un figlio che continua a ciucciare il suo pollice è di dirgli di smettere.

Occorre avere pazienza e attendere finchè non sia lui a decidere, magari sotto la pressione dei coetanei a scuola o perchè si sente grande e decide che è arrivato il momento.

Una volta che il bambino ha deciso, si può fare qualcosa per aiutarlo.

Indebolire l’abitudine.
In molti momenti della giornata il bambino ciuccia il pollice per abitudine. Quando lo si coglie sul fatto, si può tentare di distrarlo, suggerendo attività che richiedano entrambe le mani. Se gli si sta leggendo un libro ad esempio, gli si può chiedere di tenere il libro da solo e sfogliare le pagine.

Aiutarlo a ricordare.
Quando il bambino ha deciso di smettere, può avere comunque bisogno del sostegno dei genitori.

L’ideale è parlare insieme di quanto sia difficile, magari potreste parlargli di quando anche voi avete cercato di smettere una qualche abitudine. Poi decidete insieme un segnale segreto tra di voi. Quando il dito va alla bocca inconsapevolmente, potete usare il segnale segreto per ricordargli di non farlo. Questo senso di complicità e gioco può rendere l’operazione più piacevole e divertente.

Premialo quando riesce.
Potete trovare un modo per premiare i suoi successi con ricompense e complimenti.

Ricordatevi però di non rimproverarlo o arrabbiarvi quando non ci riesce. E’ difficile. E il rimproverarlo lo rende più insicuro e lo porta dritto dritto con il dito in bocca.

Un passo alla volta.
Iniziate ad identificare degli passi da seguire per ridurre gradualmente l’abitudine. Ad esempio, si può suggerire di iniziare con il non ciucciare il dito in pubblico, e lasciare per ultimo il momento dell’addormentamento, che è sicuramente il più difficile.

Pazienza prima di tutto.
Ad un certo punto, a quattro, cinque o sei anni smetterà da solo. Molto probabilmente noterete una riduzione spontanea con il passare degli anni. In ogni caso potete contare sul fatto che a sei o sette anni non vorranno farsi vedere dai loro amici mentre succhiano il pollice, e questo li farà smettere del tutto. E se a quel punto decidesse di farlo solo di notte, potete sempre invitare un amichetto a dormire da voi!

L’importante è accettare queste fasi nella vita dei vostri bambini, avere pazienza e prenderla con calma, cercando di far capire i vari passaggi al vostro bambino e rendendolo partecipe.

Spero come al solito di esservi stata utile.

Alla prossima!

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