vita da mamma

Vita da mamma: Annarita

 Oggi vi presento Annarita, bolognese DOC, mamma bis ed in carriera. Annarita ci racconta la sua esperienza di mamma, le sue due gravidanze così vicine ma anche così diverse ed entrambe così tanto desiderate. Ma lascio che sia lei a presentarsi.

Io sono Annarita, ho 34 anni, sono nata e vivo a Bologna, sono sposata da quasi 10 anni (il 1 settembre li festeggeremo!!) e sono direttrice di zona a Bologna e provincia per Avon Italia cosmetici srl da 7 anni!!

Da 2 anni ho aperto un canale YouTube a mio nome, e da quest’anno anche un blog, ma solo adesso ho ricominciato a scriverci sopra!!

Ho da poco inaugurato una nuova rubrica: “una manager in cucina”,  dove carico ogni lunedì una ricetta facile, semplice ed economica per donne che lavorano ma che alla sera devono comunque mettere in tavola qualcosa!!!

Sono sempre stata una persona gioiosa, ma negli ultimi anni ho capito che voglio esserlo di più e quindi mi diverto a fare un po la matta su snapchat!!!! purtroppo la ricerca di un figlio mi ha fatta crescere tanto e mi ha cambiata anche molto, facendomi perdere un po quella ingeniutà e fanciullezza che a 25 anni si può ancora avere anche se moglie!!

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1. Quando sei diventata mamma? L’hai sempre desiderato, o è stato un fulmine a ciel sereno?

Sono diventata mamma per la prima volta il 5 settembre del 2012 e per la seconda volta il 27 agosto del 2013 (ebbene si, hai letto bene: dopo soli 11 mesi di distanza ho partorito per la seconda volta, ma tranquilla ora ti racconterò tutto!!)

Ho sempre desiderato diventare madre, un po forse te lo inculcano da bambina quando ti mettono una bambola tra le braccia e ti dicono di coccolarla e farla addormentare!!

Mi sono sposata a 24 anni e dopo un anno di matrimonio abbiamo iniziato a cercare quel bambino tanto desiderato, ma il giorno del nostro anniversario abbiamo scoperto che la strada per diventare genitori sarebbe stata più complicata del previsto.

Te la faccio breve anche per non rovinarti la giornata, ma sono passati 4 anni e 3 fecondazioni artificiali prima che io potessi abbracciare il mio bambino!

Per la seconda gravidanza le cose sono state ben diverse: partorito Emanuele mi avevano detto che con la batosta ormonale che avevo subito sarei potuta stare tranquilla e che una seconda gravidanza non l’avrei mai avuta e per questo non mi hanno prescritto neanche la pillola.

A novembre 2013 ero già incinta, ma anche al controllo dalla ginecologa non si vedeva, quindi io scoprii di essere incinta il 19 gennaio con un test di gravidanza comprato per disperazione perché soffrivo di nausee continue che non si calmavano neanche con un anti acido!! ( si, pensavo di avere acidità di stomaco, essendo tornata al lavoro dopo 10 giorni dal parto!)

Fatto il test non ho avuto il tempo di appoggiare lo steacker sul lavandino che c’erano già due strisce rosse ben distinte.

Cosa posso dirti, in quel momento ho provato, gioia, incredulità e paura allo stesso tempo!

non ci capivo più nulla, ma ho avuto prova del fatto di essere davvero incinta quando il 21 o 22 gennaio sono andata dalla ginecologa e ho sentito il battito: Vittoria stava arrivando!!!!

2. La tua pria reazione appena hai saputo di essere incinta.

La mia reazione quando ho saputo di essere finalmente incinta è stata di tanta tanta gioia condita da lacrime!

avrei avuto l’esame del sangue sulle Beta il 9 gennaio, ma non resistendo ho fatto un test di gravidanza a casa il 6 gennaio! era positivo!!!!

per la seconda è stato un fulmine a ciel sereno e non mi aspettavo di certo che dopo 4 anni di ricerche finalmente anche io potessi provare quell’ebrezza di dire: “non me lo aspettavo”!!

3.Hai vissuto una gravidanza serena? 3 parole che descrivono i tuoi 9 mesi di attesa.

Per Emanuele sono stata a casa i primi 3 mesi perché essendo una gravidanza nata con fecondazione era meglio stare a riposo.  in quei nove mesi ho provato di tutto: paura di perderlo, gioia nel sentire i suoi primi calci e serenità a ogni ecografia!!

Con Vittoria ho fatto di tutto e di più!!! Credo di non essermela goduta fino in fondo la sua gravidanza perché avevo troppe cose da fare… tra lavoro, Emanuele e un trasloco!

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4. Se ne hai voglia, raccontami brevemente il tuo parto

I parti sono andati entrambi benissimo anche se il primo lo ricordo come una vera passeggiata: In agosto Emanuele, in seguito ad una mia paura sott’acqua al mare, si è girato ed essendo podalico abbiamo fatto un cesareo.

Avevo il cesareo programmato per il 12 settembre, ma il 5 sera alle 19 in fila da Prenatal, il mio ometto ha pensato bene con un calcio di rompermi le acque!!

non c’è stata nessuna scena da film, anzi, io all’inizio ho pensato di essermi fatta qualche goccia di pipì addosso e così ho continuato le mie spese senza che nulla mi avesse turbata!

Ho salutato i miei genitori che erano con me e nel tornare a casa con la mia auto ho chiamato mia sorella per chiederle come fosse la rottura delle acque!!! (lei ha avuto due figli e mi poteva dare una mano!!)

mi ha consigliato di andare al pronto soccorso ma solo per un controllo! anche lei era convita potesse trattarsi di pipi!

Ricordo che chiamai sempre dalla macchina il marito e gli dissi di prepararsi per andare in ospedale e lui mi rispose che aveva fame e che voleva mangiare!!!!!! salii a casa e gli preparai un sacchetto di taralli e una bottiglietta di acqua e andammo in ospedale!!!

lui rimase in sala d’attesa e dopo neanche 15 minuti gli scrissi un sms dicendogli che si erano rotte davvero le acque e che mi stavano preparando per la sala operatoria e

lui chiamò subito sua madre e i miei genitori!

Fecero entrare mio marito in sala operatoria con me ma solo perché essendo medico erano tranquilli che non svenisse!!!

Alle 23:27 del 5 settembre è nato Emanuele (Dio con noi!)

Con Vittoria è stato invece secondo la data prevista per il cesareo (l’unica cosa certa che mi disse la ginecologa alla prima ecografia fu che avendo fatto un cesareo poco prima, ne avrei fatto un altro… ma io ero felicissima, non amo i dolori forti anche se poi passano!)

In realtà con lei non è stata proprio una passeggiata, ma mi sono ripresa lo stesso perché la gioia e la pace che provavo in quei giorni mi hanno tirata su il morale e dopo 15 giorni anche dal secondo cesareo, sono tornata al lavoro!!

5. I tuoi primi giorni da mamma, è andato tutto come ti aspettavi? Le tue prime sensazioni.

Ringrazierò sempre i miei genitori per essermi stata accanto nei primi giorni da mamma di entrambi. Senza loro non avrei potuto lavorare e quindi essere serena!

Mia madre ha dormito con me in ospedale per entrambi i parti, e una volta casa mi hanno sostenuta tenendomi il bambino mentre io lavoravo!

Con Vittoria hanno fatto anche di più perché nei primi giorni e per una settimana hanno tenuto a dormire con loro a casa Emanuele per permettermi di stare tranquilla con Vittoria e non avere l’ansia che Emanuele potesse svegliarsi di notte con i pianti della bambina!

in realtà poi ho scoperto di avere due angeli, perché quando li ho avuti tutti e due sotto lo stesso tetto, Emanuele non ha mai battuto ciglio di notte e Vittoria strillava pochissimo! Più che altro Vittoria ha avuto per 3 mesi il reflusso gastrico quindi a ogni poppata rigurgitava tutto.

Abbiamo cambiato latte tantissimi volte e alla fine siamo riusciti a trovare quello che facesse al caso suo!

 

6. La tua esperienza con l’allattamento.

Con Emanuele credo di aver allattato 1 giorno in ospedale e basta. Tornati a casa, la prima notte, lui ha pianto disperatamente per la fame e io non sapevo come calmarlo.

Quella è stata l’unica notte in bianco che ho avuto come madre e mi sono ripromessa che non ce ne sarebbero state altre!!

La mattina seguente sono corsa al supermercato e ho comprato il latte in polvere! Da quel momento Emanuele non ha mai pianto per la fame!!

Con Vittoria ho allattato per una settimana, ma anche li, siccome non usciva tanto e lei aveva una fame enorme, mi ha provocato le ragadi e ho iniziato a prender l’antibiotico. quindi anche con lei sono passata a quello in polvere!

Ma ti posso assicurare che non ho mai pensato di essere una cattiva madre: cesareo e latte in polvere (me ne sono sentita dire tante di cose del genere e me ne frego!!)

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7. Com’è cambiata la tua vita da quando sei mamma?

Da quando sono mamma la mia vita è cambiata enormemente, se prima potevo pensare solo a me stessa, ora non è più cosi, ma ne sono felicissima!

Sono solo triste perché ho sofferto cosi tanto e mi dispiace non essermi goduta davvero quei 4 anni di matrimonio senza figli che non torneranno più! ed è per questo che ho fatto un video sul mio canale e sto scrivendo un libro, voglio aiutare e stare vicina alle altre donne che stanno passando ora quel calvario.

8. Come concilii la vita lavorativa e la vita da mamma?

Adesso conciliare la vita da mamma e la vita da lavoratrice è una passeggiata: i bambini vanno entrambi all’asilo e l’equilibrio si rompe solo quando sono ammalati, ma anche in questo caso entrano in gioco i nonni che mi aiutano tantissimo. In più fortunatamente ho un lavoro da libera professionista, quindi riesco a gestirmi autonomamente senza avere capi a cui comunicare la cosa.

Non so infatti cosa avrei fatto se fossi stata ancora in un ufficio.

9. 3 aggettivi che ti descrivono come mamma, che tipo di mamma sei?

Che tipo di mamma sono? sarebbe bello saperlo direttamente da loro!!!! però mi definisco una mamma non mamma!

So essere dura quando serve (credo che l’educazione vada insegnata fin da piccoli, altrimenti è la fine), ma faccio anche molto la bambina giocando con loro e divertendomi!!

Non sono una mamma tutta coccole e baci quando stanno male perché non voglio che poi diventino uomini deboli e donne che al primo dolore si fermano.

Voglio che sentano che sono li quando hanno bisogno ma senza lagne e lamenti.

10. La tua giornata tipo da quando sei mamma.

La mattina la sveglia suona alle 7 per me e per i bambini.

Mi occupo subito di loro, vestendoli e facendogli fare colazione, cosi poi alle 7:50/8 quando escono di casa con il papà che li porta all’asilo, io potrò dedicare tempo a me!

Mi trucco, mi vesto e faccio colazione e alle 10 di solito ho il primo appuntamento.

Poi se la giornata lo permette (perché rimango nelle vicinanze e non vado in provincia, riesco anche a tornare a casa per pranzo e ripartire alle 14.30/15

I miei genitori vanno a prendere a scuola i bimbi e me li portano a casa.

Ultimamente che il mio lavoro è cambiato (posso lavorare un po più da casa e meno fuori) riesco anche a tornare a casa alle 17.

Tutto si modifica un pò quando mi capita di andare fuori città per qualche giorno oppure quando i bimbi sono malati.

In quel caso tra i nonni e me ci alterniamo!!

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11. 5 consigli per una neo mamma!

Cosa consigliare a una neo mamma se non quello di godersi ogni istante con i propri bambini, ma senza esagerare.

Non voglio fare polemica, quindi scegli tu se mettere quello che sto per dire o meno, ma trovo che l’allattamento al seno sia diventato un pò un modo per fare proprio un bambino e usarlo come un bambolotto.

Penso che chi allatti tanto i bambini non lo faccia più per lui e i suoi bisogni, a per lei e per le sue necessità di non staccarsi mai dal bambino.

Amare significa lasciare andare e questo lo trovo giusto su questo argomento.

In più penso anche che stare sempre alle “dipendenze della testa” sia uno sbaglio per la donna che così non vive davvero e per il bambino che senza la madre non sa più come fare, quindi lei è costretta a non allontanarsi mai e a non uscire più.

Non sono contraria all’allattamento in pubblico, ma penso anche che il rispetto lo si debba avere prima di tutto per se stessi e per il neonato che non vorrebbe sapere di essere guardato da tutti mentre mangia.

Questo è il mio pensiero e sentiti libera di non metterlo nel tuo blog.

Alle mamme dico, siate serene e non fatevi venire mille dubbi e mille ansie perché le trasmetterete al vostro bambino.

Se tutto va bene, uscite con loro e non state sempre in casa per paura del troppo freddo o del troppo caldo.

Truccatevi e non smettete di pensare a voi stesse.

Se sarete felici voi, saranno felici e sereni i vostri bambini.

Non abbiate paura di farli piangere, e non prendeteli subito nel vostro letto.

insegnategli che la loro cameretta è bella già dal primo giorno a casa!

loro imparano ciò che voi gli insegnate e, anche se vi toccherà alzarvi un po di più durante la notte per andare da loro, capirete che ne sarà valsa la pena quando non verrà mai nel vostro letto e non toglierà l’intimità con vostro marito…che vi servirà tantissimo!!!!

… e alle mamme che stanno per partorire un piccolo consiglio: se potete, non fate entrare i vostri uomini durante il parto naturale.

Tanto non potranno fare  nulla per aiutarvi e se va bene vi danno anche noia.

Lasciate che il personale vi assista con la loro competenza e lasciate che l’uomo faccia l’uomo!

non sarà il vedere nascere il bambino che l’uomo capirà di essere padre. Se lo deve capire lo capisce anche dopo quando glielo metteranno in braccio!!!

Tanto sappiate che le sensazioni che proviamo noi mamme non le proveranno mai gli uomini, quindi meglio non fargli vedere cosa ci capita in quei momenti.

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Grazie Annarita per la tua storia, e grazie per il tuo punto di vista.

Per quanto non condivida alcuni tuoi pensieri, e come ostetrica e professionista io debba prendere le distanze da alcune tue affermazioni, mai ho pensato di non pubblicare quello che tu hai scritto.

 Come dico sempre ogni mamma è diversa, come diversi sono i pensieri e le opinioni, e mi piacerebbe che ci fosse proprio uno scambio di idee qui sul mio blog!

Grazie per aver raccontato anche le tue difficoltà, e non solo il lato bello della maternità, la tua storia può solo generare speranza nelle donne che hanno difficoltà a ricevere il dono di un figlio.

 Grazie per la tua disponibilità e per non esserti risparmiata nel tuo racconto; goditi le tue gioie più grandi!

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7 thoughts on “Vita da mamma: Annarita

  1. Rispetto il punto di vista di questa mamma, però non lo condivido, alcune uscite sono veramente infelici. Cito : “non abbiate paura di farlo piangere” oppure “il bambino non vuole che lo si guardi mangiare”. Ma dai…e io sono una mamma che non ha allattato, ma questa mi pare una giustificazione insensata. Oppure il fatto di non fare entrare in sala parto il futuro padre, allora perché tuo marito è stato presente? Boh, non ha lasciato niente questa testimonianza. Assolutamente. Peccato

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  2. Ciao Rosa, mi dispiace. Io ci ho tenuto a precisare che non condivido alcune idee di Annarita ma non per questo mi sono sentita di censurare il suo pensiero. Non penso che la sua testimonianza sia inutile. La sua testimonianza di aver avuto due bimbi,uno con la fecondazione assistita e una, invece naturalmente mi sembra sia una messaggio di grande speranza per chi lotta per avere un figlio. Poi che non condivida alcuni pensieri siamo d’accordo. Questo non significa che sia il mio pensiero, anzi. Chi mi segue lo sa che non la penso così. Ho fatto anche alcune precisazioni a riguardo su instagram stories! Buona giornata Rosa!

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  3. Stavo leggendo questa intervista, certo che cesareo e latte in polvere non fanno una cattiva madre, ma ci mancherebbe. Ho interrotto la lettura però quando sono arrivata qua: “trovo che l’allattamento al seno sia diventato un pò un modo per fare proprio un bambino e usarlo come un bambolotto. (e via discorrendo)”. Mi è venuto il mal di pancia!
    Io non credo che un pensiero vada censurato, per carità! Credo però che un blog che si chiama “vitadaostetrica” debba avere un taglio, una linea editoriale e dei contenuti in linea con la propria etica. Appena partorito ho AMATO le ostetriche che hanno fatto nascere mio figlio, e anche tutte quelle che passavano ogni giorno per i controlli, che mi hanno insegnato ed aiutata ad allattare, che mi hanno rimproverata perché la seconda notte l’ho fatto dormire sul mio petto e anche quella che ha sorriso perché il primo pannolino l’ho messo al contrario. E, ovviamente, anche “l’ostetrico” :), il maschietto che passava a salutarmi e controllarmi. Ai miei occhi, maschio o femmina, chi fa questo magnifico lavoro è diretta emanazione di madre natura. Mi dispiace quindi leggere sul blog vitadaostetrica una testimonianza così. Non è una questione di libertà di pensiero o di opinione, perché l’allattamento al seno non è un’opinione. Ci sono donne che non lo amano, chi preferisce fare altro e chi non può, ma scrivere “Penso che chi allatti tanto i bambini non lo faccia più per lui e i suoi bisogni, a per lei e per le sue necessità di non staccarsi mai dal bambino” è quasi ignoranza, perché si IGNORA quale sia il comportamento migliore per il neonato, ma, carissima Caterina, tu questo lo sai già. So che lo sai 🙂 Come sai che l’allattamento, anche in pubblico, è normale e va incoraggiato.
    Spero tu comprenda che questo mio lunghissimo commento non è di critica a te. Mi dispiace leggere questi contenuti su un blog da cui mi aspetterei storie meravigliose che solo voi potete vivere quotidianamente. Io sono solo un’illustratrice, ma invidio il tuo lavoro. Spero ci racconterai punti di vista più incoraggianti per le future mamme.
    Virginia

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    1. Ciao Virginia!ti seguo anche io!comprendo benissimo il tuo commento e so che non è rivolto a me nello specifico. Ho sbagliato probabilmente a non ribadire il mio pensiero . Io accetto ogni consiglio e critica. Penso che questo blog abbia sempre parlato di storie belle e ho sempre cercato di far passare il giusto messaggio. Quelli di Annarita sono dei “consigli”, come tanti se ne sentono in giro da mamme con la loro esperienza e così vanno presi. Nello spazio vita da mamma volevo lasciare spazio alle mamme, senza per forza bypassare tutto dal punto di vista ostetrico. Mi rendo conto che forse ho sbagliato a lasciare troppa libertà e non dire la mia, ma penso anche che le donne sappiano bene che questo non è il mio messaggio ma quello di Annarita. Chi mi segue lo sa come parlo dell’allattamento, della maternità e del parto, sia come mamma che come ostetrica. Non voglio assolutamente trattare questi argomenti con leggerezza e mi dispiace che sia passato questo. Non era mia intenzione.

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  4. Cara Annarita,
    ci conosciamo poco ma allo stesso tempo abbastanza da sapere che viviamo la maternità in modo opposto.
    Peró un appunto perdonami lo devo fare.
    Mi spiace molto leggere il modo duro con cui metti in croce l’allattamento, è vero quando dici “loro imparano ció noi gli insegnamo”, ma l’insegnamento è anche questo, allattare, tenerli vicini, dormire con loro,spiegargli ogni cosa senza necessariamente lasciarli piangere..credo siano cose un po’ dure da “consigliare” ecco.
    Detto questo per carità, so che ognuno è libero di fare ciò che ritiene meglio per la propria vita.

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