GRAVIDANZA

Alimentazione in gravidanza

Nutrirsi è più che alimentarsi: è un gesto di cura verso se stessi.

Per poter nutrire bene il suo bambino,

una mamma in attesa ha bisogno anche lei

di essere nutrita bene con cibo e affetto.

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Ogni bambino, già da dentro la pancia, è nutrito attraverso la sua mamma, e attraverso di lei si è nutrito prima di tutto di amore, ma anche di aria, di calore, di odori, di sapori, di immagini, di suoni e di parole, di contatto, ma anche di alimenti di cui questa mamma ha scelto di nutrirsi.

Il periodo della gravidanza, come momento particolare di cambiamento, e di apertura e confronto, può essere il momento ideale per ogni donna per fermarsi a rivedere il suo rapporto con l’alimentazione per sé e per il suo bambino.

Purtroppo le ultime guerre e la ripresa industriale, sono responsabili in Europa di una mentalità alimentare scorretta (quantità piuttosto che qualità), e anche della progressiva raffinazione degli alimenti. Questo ci ha portato con il tempo all’attuale condizione di “malnutrizione”, perché mangiamo troppo introducendo in realtà troppo poco, a causa della manipolazione dei cibi in modo sbilanciato (troppe proteine e grassi) e in condizioni inadatte a causa del nostro stile di vita frenetico.

In realtà le donne in gravidanza non avrebbero bisogno di rivedere la loro alimentazione, se non per il fatto che tutte intraprendono il percorso della gravidanza già “malnutrite”.  Questo non significa che sia necessario indurre cambiamenti drastici o sacrifici, ma portare a riflessioni che inducano consapevolmente a cambiare le proprie abitudini alimentari.

La gravidanza deve essere vissuta come un momento per imparare a rispettare i bisogni del proprio corpo e quelli del proprio bambino. E’ il momento giusto per preferire la qualità alla quantità, infatti la donna incinta non ha bisogno di un incremento calorico maggiore, ma il suo corpo dovrebbe avere a disposizione del buon materiale per creare una nuova vita.

Imparare ad ascoltarsi può essere il primo passo, imparare ad accettare “voglie”, “avversioni” e “nausee” rispetto ad alcuni alimenti, dimostra che è possibile avere un dialogo con il proprio corpo.

Da sempre alle donne in gravidanza vengono imposte delle norme alimentari, ma questo può essere molto grave dal momento che come abbiamo detto prima, l’alimentazione ai giorni nostri è già molto povera, e questo può solo compromettere il benessere materno e fetale.

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Parlando proprio di toxoplasmosi, è dimostrato che sconsigliare le verdure crude può essere controproducente, è infatti sufficiente lavarla come si fa abitualmente. Se infatti la verdura dovesse veramente richiedere lavaggi particolari, tutti avrebbero già la toxoplasmosi. E’ più facile invece che la contraggano i consumatori abituali di carne cruda, e per questo è ragionevole limitarne il consumo. Per quanto riguarda i poveri gatti domestici: solo le feci dei gatti portatori sono pericolose e non il povero micio!

Anche l’uso del sale è ancora un argomento controverso. Le restrizioni di sale preventive in gravidanza sono state giudicate potenzialmente dannose (rischio di iposviluppo). Infatti da un lato lo iodio aiuta l’aumento del volume sanguigno che deve aumentare fisiologicamente del 40%, dall’altro la capacità di autoregolazione di un corpo in salute che elimina i sali minerali in eccesso e può perciò soffrire maggiormente la carenza. Anche per quanto riguarda l’ipertensione non ci sono evidenze che giustificano nessun tipo di intervento sull’alimentazione orientato a prevenire la pre-eclampsia.

Per concludere direi che è necessario riflettere sulla propria alimentazione, con l’invito a rivedere le proprie abitudini alimentari, ma con il rispetto dei propri tempi, dando fiducia a se stessi e al proprio corpo. E’ un invito a non deresponsabilizzarsi riguardo alla propria salute, delegando a pediatri, farmaci e vaccini, ma provare a cercare il percorso più naturale verso l’equilibrio.

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