vita da mamma

Vita da mamma: Eva

Eva, una donna forte e coraggiosa che ha vissuto più di una vita, ha superato grandi difficoltà ed è stata ripagata con la gioia più grande: la famiglia.

Prima con l’arrivo del suo Noah Enzo e poi con l’insperato e tanto desiderato dono di diventare mamma di Nina Flor.

Ho conosciuto Eva attraerso le sue foto, bellissime, colorate, dolci, solo guardandole si viene trasportati con la mente nel suo meraviglioso Brasile e viene voglia di raggiugere lei e i suoi bambini bellissimi!

Mi chiamo Eva, sono italiana di nascita e expat per passione.

Ho sposato mio marito otto anni fa a Las Vegas, per poi sposarlo una seconda volta quattro anni fa in Italia. Per amore ho deciso di seguirlo in Brasile dove oggi abbiamo costruito la nostra casa e dove abbiamo in gestione un condominio di case immerso in un florido giardino tropicale!

Viaggiare è sempre stata una nostra grande passione ed andare a vivere dall’altra parte del mondo è stata una scelta pensata oltre che desiderata. Una volta trovato il nostro posto nel mondo abbiamo deciso di allargare la nostra famiglia ed è qui che comincia il capitolo più intenso – e difficile – della nostra vita. Trovarsi di fronte al mostro dell’infertilità ha sconvolto l’universo che con cura avevamo creato intorno a noi, ma la nostra ricerca, il nostro amore ed un po’ di fortuna ci hanno permesso di diventare genitori.

Ben due volte! La prima attraverso l’adozione, il nostro “piano A” da subito e la seconda grazie ad un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA).

La mia storia – ed anche la mia anima – la trovate sul mio blog www.ilfruttodellapassione.com 

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 1. Quando sei diventata mamma? L’hai sempre desiderato, o è stato un fulmine a ciel sereno?

Il mio istinto materno è nato nell’età adulta ma il suo arrivo è stato sconvolgente, tanto da mettere in secondo piano ogni altro desiderio. Il sogno di un bambino, che però tardava ad arrivare, si è presto tramutato in ossessione. Dopo sei mesi di tentativi – sono una persona impaziente di natura! – abbiamo iniziato a fare controlli per scoprire un nemico che fino ad allora ignoravamo, chiamato infertilità. Ad un primo momento di panico è seguito coraggio e voglia di raggiungere un obiettivo difficile, ma non impossibile. Nel primo caso nostro figlio è arrivato dopo pochi mesi dall’inizio dell’iter burocratico di adozione. Siamo stati molto fortunati ed in un certo senso sì, è stato un fulmine a ciel sereno visto che abbiamo ricevuto la chiamata proprio nel giorno in cui siamo entrati in lista di attesa, senza ancora saperlo! Nel secondo caso è stato un processo decisamente più lungo e complicato fisicamente. Ci sono voluti due tentativi di PMA ed una perdita all’ottava settimana di gravidanza, per riuscire a stringere nostra figlia.

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2. La tua prima reazione quando hai saputo di essere incinta.

Nel primo caso la reazione è stata di sorpresa assoluta. Non ho scoperto di essere incinta, ma bensì di essere mamma. L’adozione ti coglie impreparata, per poi scoprire che invece pronta lo eri da sempre. Adottare significa aspettare senza un tempo di scadenza, senza un corpo in trasformazione ma col cuore aperto ad ogni altro tipo di cambiamento. La telefonata in cui ci veniva annunciato che eravamo diventati genitori è certamente uno dei momenti più incredibili della mia vita e uno dei pochi in cui ho visto piangere mio marito. Nel secondo caso ho scoperto di essere incinta il giorno in cui ho fatto le beta hcg. Le donne PMA sanno bene che una volta fatto il transfer, ovvero una volta trasferito l’embrione in utero, c’è un’attesa di alcuni giorni e poi le analisi del sangue. La reazione nello scoprire di avere la vita dentro di te dopo aver temuto che non accadesse mai è qualcosa che va al di là della sorpresa. È felicità pacata, perché accompagnata da tanta paura. È stupore e meraviglia, perché anticipato da un processo innaturale. Si dice addio a tutte le convenzioni dopo aver concepito il proprio figlio in laboratorio. Ma sebbene non si concepisca tra le lenzuola, c’è tanto amore!

 

3. Come hai vissuto la tua gravidanza? 3 parole che descrivono i tuoi 9 mesi di attesa.

Nove mesi di immensa GRATITUDINE. Di incontenibile FELICITÀ. Di forte VITALITÀ.

 
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4.Se ne hai voglia, raccontami brevemente il tuo parto.

Il mio parto è stata un’esperienza molto dolorosa. Mia figlia è nata con parto cesareo programmato, una scelta obbligata da svariati fattori legati alla mia storia e alla città dove abito, in Brasile. Il ricordo di quel momento ancora mi fa soffrire, come il dolore fisico che per diverse settimane mi ha tenuto compagnia. Oggi però guardo la mia bellissima e sanissima bambina, grazie a lei in qualche modo faccio pace con me stessa e col mio corpo.

5. I tuoi primi giorni da mamma, è andato tutto come ti aspettavi? Le tue prime sensazioni.
 Quando sono diventata mamma è stato tutto assolutamente naturale. L’adozione è stata il mio “piano A” da subito, è accaduto tutto in maniera spontanea. La seconda volta è stato più difficile, per il dolore fisico che ha seguito il parto e anche per la scoperta – a poca distanza dalla nascita di mia figlia – di un melanoma in stato avanzato, che mi ha costretta a viaggiare oltre che subire un intervento piuttosto invasivo. Il cancro si è preso alcuni mesi di serenità, ma non la mia vita. Sono molto fortunata!

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6. La tua esperienza con l’allattamento
 Ho da poco scoperto che una donna è in grado di produrre latte anche senza essere rimasta incinta e che quindi una mamma adottiva può allattare suo figlio. L’ho scoperto dopo aver cominciato la mia avventura con l’allattamento insieme a mia figlia. Allattare è per me una delle emozioni più belle provate nella vita, in assoluto. Un momento di intimità unico. L’inizio però non è stato facile, per mesi ho sentito molto dolore e più volte – a causa del cancro – ho dovuto interrompere. La mia tenacia e la buona volontà di mia figlia sono però servite a non interrompere questo processo e siamo già ad un anno di allattamento al seno!

7. Com’è cambiata la tua vita da quando sei mamma?

È cambiata completamente, io stessa sono cambiata. Loro sono al centro del mio mondo, anche perché abitiamo dall’altra parte del mondo ed i legami quando si vive all’estero diventano più stretti. È faticoso ma gratificante crescere due creature ed insegnargli la vita, benché spesso la sensazione è che siano loro ad insegnarla a me! È una grande responsabilità crescere dei bambini ed è un grande privilegio essere mamma, soprattutto per chi ha temuto come me di non poterlo diventare mai.

8. Come concili la vita lavorativa e la vita da mamma?

Sia io che mio marito siamo sempre stati liberi professionisti, prima in Italia e poi in Brasile. Questo ci permette di gestire i tempi come meglio crediamo. Esistono periodi – come quello di alta stagione – in cui il lavoro occupa tutto il nostro tempo, altri in cui siamo molto più liberi.

 

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 9. 3 aggettivi che ti descrivono come mamma, che tipo di mamma sei?

Non sono molto brava ad attribuire aggettivi a me stessa. Sono da sempre una donna decisamente volubile! Sono certamente una mamma che cerca di insegnare ai propri figli l’indipendenza, il coraggio ed il rispetto. Spero che un domani i miei bambini abbiano un cuore grande ed una mente aperta, grazie anche alla nostra storia fuori dal comune. Spero anche che siano forti, così da superare i pregiudizi che purtroppo al mondo esistono.

 

10. La tua giornata tipo da quando sei mamma

Non abbiamo una vera propria routine, ad essere sincera. Forse l’unico ritmo è scandito dalla scuola di mio figlio Noah Enzo e dai bisogni di mia figlia Nina Flor. Per il resto improvvisiamo, proprio come piace a me!

11. 5 consigli per una neo mamma!

 Non sono brava a dare consigli, credo che l’istinto materno sia qualcosa di molto intimo e che ogni mamma debba agire come meglio crede. Una mamma sceglie sempre per il bene dei suoi figli. Il consiglio vorrei darlo invece a chi come me ha faticato per diventare tale, ma soprattutto per chi ancora lotta per arrivare a stringere tra le braccia il proprio figlio. A loro dico di non mollare, dico di provare tutto il possibile e anche l’impossibile. Non sono un’illusa e so bene che non sempre arriva il lieto fine, ma è importante non avere alcun rimpianto. A quelle mamme va il mio abbraccio più grande!

 


 

Sono davvero felice di aver avuto la fortuna di conoscere la storia di Eva e aver avuto l’occasione di farle raccontare la sua vita da mamma qui sul mio blog.

Ammiro molto Eva per la sua forza di volontà, la tenacia, il grande desiderio di essere mamma nonostante tutto e tutti. Grazie Eva per aver dimostrato ancora una volta, che l’essere mamma è spesso un istinto profondo che le donne hanno dentro di loro, che va la di là dell’avere lo stesso sangue del proprio figlio. Mamma due volte, in modo diverso ma con lo stesso grande amore, la stessa grande forza. Un esempio per ogni donna, ma soprattutto per le donne che desiderano con tutte le loro forze diventare madri; la vita toglie, ma molto spesso dopo tante difficoltà, splende sempre il sole, così come splendono i due soli di Eva.

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One thought on “Vita da mamma: Eva

  1. Ho conosciuto Eva su Instagram, potrei esserle madre, mia figlia ha solo pochi anni meno di lei. Ho amato da subito il suo coraggio, la sua fragilità, la sua forza, le sue difficoltà, la profondità dei suoi pensieri e delle sue parole. E le sue meravigliose creature. Che non sono meravigliose a caso o per fortuna. Hanno due meravigliosi genitori, il segreto è questo.
    Emanuela

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