vita da mamma

Vita da mamma: Valentina

Il progetto vita da mamma mi sta dando grandi soddisfazioni e mi ha permesso di conoscere donne e mamme straordinarie, come Valentina, la mamma che si racconterà oggi. E’ stata lei a scrivermi e ha chiedere di partecipare e io ne sono stata davvero felice e così ho avuto la possibilità di conoscere la sua storia, il suo blog e i suoi innumerevoli progetti.

Valentina è una donna giramondo, entusiasta della vita, ricca di idee originali che mette nero su bianco scrivendo nel suo spazio virtuale.

Sono Valentina, toscana, quasi quarant’anni e madre di Ginevra. Laureata in DAMS, ho vissuto per anni in giro per il mondo lavorando fra teatri e macchine da presa (Spagna, Colombia, Messico, StatiUniti). Quasi 10 anni fa sono arrivata in Perù, dove vivo tuttora con mio marito, nostra figlia e la sua amata gattina. Per il parto, però, ho deciso subito di tornare in Italia, a Prato: ero terrorizzata all’idea di partorire qui, da sola, dove il cesareo la fa da padrone, il biberon è il miglior amico della mamma ed i neonanti meno li tocchi meglio è.
Oggi, oltre a lavorare come insegnante e terapeuta, organizzo corsi per genitori e bambini parlando dell’importanza del vincolo amoroso, che da queste parti è ancora un tabù.

Vivere qua non è facile: questo paese (e specialmente la nostra città!) è molto particolare e chi legge il mio blog ormai lo sa bene (www.unoceanoperculla.com). Però sono felice che mia figlia porti con sè i semi di due culture diverse, parli perfettamente due lingue e magari un giorno mi permetterà di comprendere meglio. A lei (e a questa storia) ho dedicato un libro, una fiaba “interattiva” autopubblicata l’anno scorso che, nonostante il titolo, piace tanto ai maschietti: Killa, la stella principessa.

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1. Quando sei diventata mamma? L’hai sempre desiderato, o è stato un fulmine a ciel sereno?

Sono diventata mamma esattamente 6 anni fa. Ho sempre saputo di volerlo, ma quando è successo davvero, diciamo che non me lo aspettavo…

2. La tua prima reazione quando hai saputo di essere incinta.

In realtà l’ho “intuito” quasi subito e mi sono spaventata, perchè stavo vivendo in un mare in burrasca. Qualche tempo dopo siamo andati a fare l’ecografia e naturalmente  ho avuto la conferma. Allora lo spavento si è trasformato in vero e proprio terrore misto ad un’emozione grandissima.

3. Hai vissuto una gravidanza serena? 3 parole che descrivono i tuoi 9 mesi di attesa.

Sinceramente mi è difficile rispondere perchè dal punto di vista fisico sono stata meravigliosamente bene per tutti i 9 mesi, forse meglio del solito. Emozionalmente però è stato un vero caos: la mia vita burrascosa si è trasformata in uno Tsunami in cui i dubbi sostituivano le certezze alla velocità della luce. Ho affrontato un viaggio intercontinentale con una pancia di 7 mesi, sono tornata a stare dai miei (dopo quasi 10 anni di latitanza), ho trascorso gli ultimi mesi lontana da suo padre e ho anche affrontato il parto da sola perchè lui, da buon latino, è arrivato con 2 giorni di ritardo.

Quindi, in 3 parole ,direi che la miagravidanza è stata: caotica, fondamentale, sconvolgente (nel senso buono del termine!)

4. Se ne hai voglia, raccontami brevemente il tuo parto.

Ovviamente anche il parto è stato un caos! Dopo una piccola perdita in una notte di luna piena, ho passato 26 ore di contrazioni prima di avere acceso alla sala travaglio. Qui ho resistito per ben 7 ore prima di sospirare: “tiratela fuori. In qualunque modo, ma tiratela fuori”. Volevo un parto naturale ma ormai ero allo stremo delle forze: passavo dalla posizione a 4 zampe alla sedia per parto fino alla tazza del water. Le ostetriche (veri e propri angeli che mi massaggiavano e stavano sempre con me) dicevano che spingevo meravigliosamente bene, eppure lei non si affacciava… così alla fine hanno dovuto usare la cosiddetta “ventosa”. Ginevra è uscita guardando verso l’alto. E con gli occhi aperti. Non dimenticherò mai quella visione incredibile!

5. I tuoi primi giorni da mamma, è andato tutto come ti aspettavi? Le tue prime sensazioni.

Fortunamente è andato tutto a meraviglia. Non so se fosse quello che mi aspettavo, ma è stato bellissimo e forse più facile del previsto perché non abbiamo avuto nessun tipo di problema. Amavo il suo odore, la sua pelle morbidissima e quelle dita minuscole. Solo il primo bagnetto mi terrorizzava ed ho preferito lasciarlo fare al babbo. Poi, poco a poco, ho imparato anch’io!

6. La tua esperienza con l’allattamento

Sono felicissima di poter dire che ho tirato su mia figlia con puro latte materno. L’ho allattata a richiesta per 18 mesi, tirando fuori il seno ovunque, senza mai preoccuparmi della gente intorno e godendomi quel momento magico per entrambe. Suonerà patetico, ma è proprio vero che quando il bimbo “poppa” la mamma probabilmente se lo gode proprio quanto lui. Per me, almeno, è stato così.

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 7. Com’è cambiata la tua vita da quando sei mamma?

Più che la mia vita in sè, quello che è cambiato radicalmente è la mia visione della vita.
Io sono sempre stata una nomade, poco preoccupata per il domani, allergica alla “stabilità” e con un insano desiderio di conoscere. Da quando è arrivata lei, invece, ho cominciato a prendere più sul serio le “necessità”, a preoccuparmi del futuro (ma non troppo), a mettere le sue esigenze davanti alle mie e soprattutto ho scoperto cos’è la paura. Ho cominciato a mettermi nei panni di mia madre e ho capito che deve aver passato metà della sua vita facendosela addosso al pensiero che chissà dov’ero e chissà cosa facevo…

Mamma, te lo dico: spero proprio di riuscire ad essere brava come te!

Per il resto ho dovuto rinunciare un po` alla mia passione per i viaggi (almeno finchè non sarà un po’ più grande), ma ho trovato una nuova compagna nella mia passione per le arti.

8. Come concili la vita lavorativa e la vita da mamma?

Questa è forse la parte più complicata. Sono rimasta senza lavorare solo ne imesi che ho passato in Italia (finchè lei ne aveva 10) e da allora in poi, invece, il mio unico appoggio è stato proprio il papà, dato che qua non abbiamo nessun parente che ci possa dare una mano e alla tata ho rinunciato quasi subito. Quindi adesso cerco di concentrare le ore di lavoro durante la mattinata (insegno a scuola mentre lei è all’asilo) e quando invece devo fare delle terapie nel pomeriggio, la lascio con il papà. Se è possibile la porto con me, perchè mi piace condividere con lei anche i momenti di lavoro e trasmetterle l’idea che quello che faccio mi piace e che il lavoro è una cosa bella! Credo sia un pensiero importante.

9. 3 aggettivi che ti descrivono come mamma, che tipo di mamma sei?

Forse sarebbe più giusto dire che tipo di mamma PENSO DI ESSERE:

Comprensiva, quella a cui  puoi raccontare tutto senza paura di un giudizio e che c’è sempre, anche se il racconto è qualcosa di “brutto”;

Equilibrata, nel senso che do libertà ma cercando di stabilire anche limiti ben definiti; do amore incondizionale (baci, abbracci, carezze, parole dolci) ma so diventare severa quando è necessario;

Consapevole, delle mie doti come madre e come persona,ma anche dei miei limiti, che spesso lei, già da ora, dimostra di saper superare…

 

10. La tua giornata tipo da quando sei mamma

È cambiata almeno mille volte in questi ultimi 6 anni ( l’ho detto all’inizio che la regolarità non è il mio forte) ma attualmente è più o meno la seguente: lavoro mezza giornata e l’altra metà la passo con mia figlia. A volte andiamo in giro, altre volte stiamo in casa e facciamo mille cose diverse; una volta alla settimana andiamo in un centro scalate (adora arrampicarsi, è peggio di una scimmia) e ogni tanto mi accompagna per qualches poradica lezione di yoga. Quando viene al lavoro con me, dopo ce ne andiamo a cena fuori; se no mi aiuta a preparare la cena (adora cucinare), poi la preparo per la nanna, le leggo una storia e resto nel suo letto finchè non si addormenta. Se sopravvivo, e non mi addormento anch’io, la notte mi serve per scrivere (ho un blog,  un primo libro stampato l’anno scorso, e molti altri nel cassetto!), guardare film con babbo o stirare!

Una volta a settimana, invece, me ne vado a cena da sola con i miei amici: è importante anche avere uno spazio per sè

11. 5 consigli per una neo mamma!

Innanzitutto ascoltate i consigli di tutte le mamme ma non seguite quelli di nessuna. Ogni bambino è diverso, ogni mamma è diversa e situazioni che potrebbero sembrare simili in realtà non lo sono. Quindi: seguite il vostro istinto, che ha (quasi) sempre ragione. (E questo è già il consiglio numero 2!)

Ascoltateli e siate sinceri con loro. I bambini sono estremamente intuitivi e reagiscono anche in base ai nostri stati d’animo. Per questo è importante ascoltarli, anche quando non parlano, perché lo fa il loro corpo, il loro umore, perfino i loro disegni ed i giochi.

Fateli giocare. E non ho detto “comprategli giochi”, ho detto proprio fateli giocare, con tutto quello che avete a portata di mano: vi stupiranno con la loro fantasia.

Godetevi ogni istante di questa magica avventura. Il tempo passa in fretta e quando ce ne accorgiamo… è già volato via!

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Vietato annoiarsi! Ecco quello che mi passa per la testa dopo aver conosciuto la storia di Valentina. Senza dubbio le invidio la voglia di fare, di inventarsi, di mettere in pratica le idee e i sogni.

Non è mai troppo tardi per mettersi in gioco e decidere di fare ciò che si ama, così come ha fatto Valentina, che ha recentemente pubblicato il suo primo libro dedicato ai bambini.

Amo il suo blog e la sua famiglia multietnica, la ricchezza che potrà ricavarne la sua piccola Ginevra è da invidiare. Auguro a Valentina di mantenere l’entusiamo che l’accompagna nei diversi ambiti della vita, ma soprattutto come mamma, per vivere ogni giorno ed ogni conquista di Ginevra con gioia sempre nuova.

 

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