vita da mamma

Vita da mamma: Sara

Sara è una ragazza dolce con tante passioni e da poco mamma di Pietro. Se non la conoscete ha un blog, il link lo trovate sotto, davvero ben fatto, e con spunti molto interessanti per mamme e non.

Mettetevi comodi e per qualche minuto entrate nella vita da mamma di Sara, la vita di una mamma tenera, serena e con le idee chiare.

Sono Sara ho 28 anni, mamma del piccolo Pietro nato il 12 Maggio 2017, sono nata a Roma ma adesso vivo al mare a Civitavecchia. Sono una psicologa per vocazione ma blogger per passione, ho aperto il mio blog “Due cuori e una capanna” (www.duecuorieunacapanna.com) per raccontare l’organizzazione del mio matrimonio con lo sponsor, oggi racconto le mie avventure da mamma. Amo la fotografia, camminerei 24 ore su 24 con la macchina fotografica (un po’ come i giapponesi a Roma) per immortalare ogni istante emozionante della vita quotidiana. Oltre alla fotografia mi piace leggere, guardare film e fare scorpacciata di serie tv e pop corn.

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 1. Quando sei diventata mamma? L’hai sempre desiderato, o è stato un fulmine a ciel sereno?

 Sono diventata mamma il 12 Maggio del 2017 ed è stato un fulmine a ciel sereno. Quando sono rimata incinta ero una sposina super emozionata, felice di vivere finalmente accanto all’uomo che amo, pronta ad entrare nel faticoso mondo del lavoro, ed invece c’è stata una piccola, ma piacevole, deviazione di percorso.

2. La tua prima reazione quando hai saputo di essere incinta.

Ad essere sincera non è stata una reazione bellissima, ho pianto per molto tempo perché ciò che desideravo in quel momento era di vivere il mio matrimonio ed iniziare a lavorare, ma subito dopo ci siamo guardati negli occhi con mio marito, ci siamo abbracciati e abbiamo iniziato a piangere di gioia, perché aspettare un bambino è un dono bellissimo che il cielo ci ha voluto regalare.

3. Hai vissuto una gravidanza serena? 3 parole che descrivono i tuoi 9 mesi di attesa.

Paura, curiosità e adrenalina, queste sono le tre parole che descrivono al meglio la mia gravidanza. Dopo il primo periodo carico di paure, ho vissuto una gravidanza serena e felice, è stata una continua scoperta, ero curiosa di sapere e vedere cosa combinava il piccolo Pietro nella mia pancia e nell’ultimo periodo ero super emozionata, avevo l’adrenalina a mille perché non vedevo l’ora di conoscerlo, di tenerlo fra le mie braccia e di vivere la nostra famiglia giorno per giorno.

4.Se ne hai voglia, raccontami brevemente il tuo parto.

Tutto è iniziato alle 3.15 quando si sono rotte le acque (e mio marito pensava che mi fossi fatta la pipì sotto!), siamo corsi in ospedale e tutto sembrava tacere, niente contrazioni, nessun dolore. Verso le 8,00 iniziano ad indurmi il parto perché secondo i medici era passato troppo tempo dalla rottura delle acqua ed io ancora non sentivo alcun dolore. A metà mattinata iniziano i dolori, ma riuscivo ancora a gestirli grazie al sostegno di mio marito, alla soft-ball, alla musica e alle ostetriche gentilissime. Verso l’ora di pranzo iniziano i veri dolori, ho passato tutto il periodo a ripetere a Luca “non ce la faccio più”, e lui era lì che cercava di darmi forza mentre mi dava un po’ di marmellata ed intanto abbiamo iniziato a pregare, perché veramente ero arrivata allo stremo. La respirazione mi ha aiutata moltissimo a gestire il dolore, ma la parte più brutta è stata quando dovevo spingere ma ancora il piccolo non era posizionato bene. E’ stata la parte più faticosa, ma appena abbiamo sentito il primo gemito di Pietro tutto è svanito nel nulla. Tuttavia i ricordi sono ancora chiari nella mia mente perciò per il prossimo … beh aspettiamo un po’!

5. I tuoi primi giorni da mamma, è andato tutto come ti aspettavi? Le tue prime sensazioni.

 Appena tornati a casa non è stata proprio una passeggiata. L’allattamento non è iniziato nel migliore dei modi, le ore di sonno da recuperare non si contavano più ed io dovevo ritrovare l’equilibrio e una nuova routine per gestire le mie giornate, ormai da neomamma. In realtà mi aspettavo tutto questo e ad essere sincera è andata anche meglio di come immaginassi, lui è sempre stato un angelo, ed anche quando ero stanca, bastava un suo sguardo per farmi stare meglio.

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 6. La tua esperienza con l’allattamento

Come dicevo prima, non è stata un’esperienza positiva purtroppo non ne conservo  un bel ricordo anzi! Abbiamo seguito un allattamento misto fin dall’inizio, per me è stato molto faticoso  tornare all’allattamento esclusivo al seno, nonostante i diversi tentativi da parte del pediatra e da parte mia. Ricordo che mentre allattavo piangevo perché mi ritrovavo a vivere uno stress fisico e psichico che non riuscivo più a gestire. Seguire un allattamento misto non è per  nulla facile, il lavoro diventa doppio, la fatica diventa doppia ed i giudizi con cui ti devi scontrare sono molti. Dopo un mese e mezzo di tentativi, il latte è sparito e, non me ne vogliate, per me è stata una salvezza perché sono tornata ad essere una mamma serena.

Sono sempre stata dell’idea che allattare il proprio figlio sia la cosa più bella del mondo, ma quando si vive il momento dell’allattamento come un momento negativo, non va bene. Allattare i propri figli, che sia al seno o grazie ad un biberon, deve essere un momento magico ed intimo che unisce madre e figlio, più si vive serenamente questo momento e meglio sarà per entrambi.

7.Com’è cambiata la tua vita da quando sei mamma? Riesci a ritagliarti del tempo solo per te?

 Riuscire a farsi una doccia in totale relax per almeno 10 minuti è diventato un miraggio, ma cerco sempre di ritagliare del tempo per me stessa, che sia applicare una maschera sul viso o leggere una rivista. Credo che sia fondamentale riuscire a ritagliarsi anche 5 minuti per se stesse prima di andare a dormire, dobbiamo coccolarci perché se non siamo noi le prime a farlo, chi lo farà per noi?!

 8.Come concili la vita lavorativa e la vita da mamma? 

 Prima di rimanere incinta ero ancora una tirocinante, quindi non avevo un vero e proprio lavoro. Adesso invece sto realizzando diversi progetti lavorativi che spero possano avviarsi all’anno nuovo. Per riuscire a concentrarmi sul lavoro chiedo l’aiuto dei nonni per qualche ora, altrimenti cerco di lavorare la sera quando c’è Luca a casa. Non è facile con un bambino di sei mesi riuscire a conciliare le due sfere, ma se si ha la forza di volontà, la tenacia e l’aiuto da parte del proprio partner,  diventa un po’ più semplice.

9.3 aggettivi che ti descrivono come mamma, che tipo di mamma sei?

 Sono una mamma super coccolosa, mi piace riempirlo di baci e carezze. Amo giocare con Pietro ma al tempo stesso mi piace lasciarlo sperimentare con l’ambiente circostante.

 10.L’accudimento del tuo/tuoi bambino/i è compito tuo, o riesci a collaborare con il tuo compagno? Come vi dividete le cose da fare?

Durante il giorno mi prendo cura io di Pietro, perché Luca lavora tutto il giorno e rientra a casa all’ora di cena, ma la sera, e nel week-end, riusciamo a dividerci i compiti, in modo tale che anche lui possa stare un po’ con Pietro

11. 5 consigli per una neo mamma!

  • Per prima cosa avere tanta (tantissima) pazienza, non solo con il vostro piccolo ma con chi vi sta attorno, riceverete consigli da chiunque, anche da parenti o conoscenti di cui ignoravate l’esistenza, se reputate che il consiglio sia costruttivo accettatelo altrimenti continuate a guardare avanti.
  • Nonostante le pochissime ore di sonno, cercate sempre di dimostrare il vostro amore ai vostri piccoli, loro vivono dell’amore della mamma.
  • Seguite il vostro istinto, non sbaglia mai!
  • Non dimenticate che prima di essere madri siete donne, prendetevi cura di voi stesse anche 5 minuti al giorno
  • Continuate a vivere la vostra vita di coppia, continuate a condividere le vostre passioni, ritagliatevi del tempo per voi lasciando il bebè dai nonni o da amici fidati, saranno felici di coccolarli per qualche ora.

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E’ stato per me una piacere far conoscere la tua storia Sara, sei l’esempio per tante mamme che le difficoltà iniziali si superano, che la vita spesso ha in serbo per noi programmi diversi da quelli che ci siamo immaginati, ma non per questo bisogna lasciarsi abbattere e scoraggiare. Allattare o non allattare al seno, come molte volte ho detto, non è questo che rende una mamma meno mamma delle altre. L’importante è che un mamma sia tranquilla, convinta delle proprie scelte e che trasmetta serenità al proprio piccolo.

 

 

 

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