PARTO

Il diritto di ogni donna: parto naturale post cesareo

Partorire naturalmente dopo un cesareo si può?

Certo che si può, ogni donna ha il diritto di poter scegliere e di affidarsi a personale sanitario competente che le DEVE proporre la possibilità di partorire naturalmente dopo un cesareo, ma purtroppo non è sempre così. Ma approfondiamo di più ogni aspetto.

VBAC (Vaginal Birth After Cesarean) è l’acronimo inglese per parto vaginale dopo cesareo.

Di parto naturale dopo cesareo, in Italia purtroppo si parla ancora troppo poco, ma qualcosa sta iniziando a cambiare, soprattutto grazie al sempre maggior numero di donne che si informano e che non accettano di subire un altro intervento senza che vi siano validissime motivazioni mediche. Immagine correlata

In Italia il VBAC  viene spesso proposto come”travaglio di prova” alle donne precesarizzate.
La definizione di “travaglio di prova” però, racchiude in sè un certo grado di incertezza e in certe donne può suscitare sentimenti contrastanti e di ansia, come se dovessero dimostrare di essere in grado di partorire, facendo appunto una prova. In realtà il travaglio di prova dopo cesareo è un travaglio come tutti gli altri e come qualsiasi altro travaglio può procedere senza alcun problema o andare incontro a complicanze.

Purtroppo le donne che hanno già subito un cesareo e vorebbero un VBAC , hanno davanti  un percorso ad ostacoli fatto principalmente di disinformazione, di incompetenze mediche e di strutture ospedaliere poco preparate.

Per prima cosa è dunque opportuno assicurarvi di essere seguite da qualcuno che abbia davvero esperienza di VBAC.

Oggi il VBAC va sempre proposto ad una donna che ha già subito un cesareo.

Ginecologi e ostetriche aggiornati, che basano il loro sapere sulle evidenze scientifiche, gli studi e le raccomandazioni delle autorità sanitarie internazionali, sanno bene che a una donna con pregresso cesareo va data la possibilità di scegliere il VBAC, e questo senza eccessivi allarmismi. È infatti dimostrato che sottoporre la donna a tagli cesarei ripetuti aumenta le possibilità di complicazioni e di mortalità materne e perinatali. Un rischio superiore a quello di mortalità dovuta a rottura dell’utero in caso di VBAC.

Troppi medici non conoscono le recenti evidenze scientifiche in favore del parto naturale dopo cesareo. Inoltre pochi ginecologi e poche ostetriche hanno avuto una pratica sufficiente nell’assistere un parto vaginale dopo cesareo e a volte ne sono spaventati.

Soprattutto c’è la paura sempre più diffusa di ricorsi legali nel caso di complicazioni senza considerare che il cesareo, se fatto inopportunamente, aumenta i rischi di mortalità materna e di complicazioni per il bambino. Così si preferisce spesso un cesareo inopportuno, nonostante comporti più rischi. Ma i genitori non sempre sanno che corrono dei rischi indotti dal cesareo non necessario, o rischi legati a un eccesso di

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medicalizzazione.

La prima cosa che dovrebbe invece dirvi un ginecologo cui chiedete un VBAC è che avete il 76% di probabilità di riuscirci; questo è quanto emerge dalle ricerche scientifiche disponibili a livello mondiale.

Se siete molto determinate a ottenere un travaglio e l’opportunità di un parto vaginale dopo cesareo è molto importante farvi accompagnare da un’ostetrica ed un medico esperti in questo ambito. Con loro potete condividere paure, ansie e dubbi che potrebbero assillarvi prima o durante un VBAC. Importante anche durante il travaglio è essere circondate da persone fiduciose nelle vostre potenzialità, pronte a sostenervi; e soprattutto avere accanto la stessa persona con la quale si è creato il rapporto di fiducia e rassicurazione durante la gravidanza.
In ogni caso è fondamentale rispettare i principi base della fisiologia del parto (silenzio, penombra, intimità, protezione, calore). Seguire queste semplici regole è ancora più importante perché il travaglio in un VBAC potrebbe essere notevolmente più lungo, ma non comporta per questo un rischio maggiore, quindi non c’è motivo per accelerare il ritmo naturale dei meccanismi ormonali.

È molto importante per scegliere serenamente un VBAC, analizzare le cause e i meccanismi che hanno portato al primo cesareo e anche elaborare eventuali conseguenze psicologiche. Capire perché l’intervento è stato fatto, anche se poteva essere evitato, oppure accettare che è stata una vera e propria necessità, aiuta a superare la fase in cui ci si domanda di continuo il perché e ci si accusa ingiustamente di essere la causa del proprio “fallimento”.

Immagine correlataConviene non parlarne con “la gente” (ossia persone non preparate sul VBAC); l’unica persona da coinvolgere in questa decisione è il vostro compagno, agli altri raccontate pure ciò che per loro è più semplice credere, perché può essere davvero duro reggere la pressione dei familiari,  suoceri, genitori, o degli amici. Ognuno dirà la sua, nessuno parlerà di informazioni scientifiche serie, ma proietterà su di voi le proprie paure. Non avete bisogno di disperdere energie in questo.

Infine occorre ricordare che gli interventi chirurgici (e anche il cesareo è uno di questi) portano sempre con sé dei rischi.

Tuttavia va precisato che se i rischi reali di un non-intervento (con un atto medico o un farmaco) sono maggiori dei rischi di un intervento, allora è bene propendere per la soluzione medica.
I rischi di un VBAC

  • se il taglio cesareo fatto sull’utero non è orizzontale ma verticale o se sono state fatte precedenti incisioni significative sull’utero (operazioni);
  • se la donna ha precedenti evidenze di rotture di utero (anche piccolissime lacerazioni);
  • avere un altro parto entro 18 mesi dal precedente taglio cesareo sembra aumentare il rischio di un’eventuale rottura d’utero, ma non e’ una controindicazione assoluta. In generale lasciare che tra le gravidanze intercorrano almeno 18-24 mesi e’ raccomandabile per la salute di una donna.
  •  l‘induzione del travaglio comporta un rischio aumentato di 15 volte di rottura d’utero.
  • se la struttura in cui si partorisce non ha competenze nell’assistere VBAC e non ha accesso rapido alla sala operatoria (in caso di esigenza di un cesareo d’urgenza occorre un accesso disponibile nel giro di una mezz’ora, in un caso di VBAC rischioso dovrebbe essere già pronta per operare).
  • si consiglia di valutare con cautela un VBAC nel caso di gravidanze gemellari, di intervallo breve tra il cesareo e il VBAC, e in caso di VBAC dopo 2 o più cesarei.
  • Oltre a queste ci sono, chiaramente le controindicazioni che valgono anche per le gravidanze “normali”, come ad es. il caso di placenta previa.

Ricordiamo che NON vi sono controindicazioni a compiere una manovra esterna di rivolgimento di podalico su donne con precedente cesareo.

In travaglio:

  • È meglio evitare l’uso di ossitocina sintetica durante il travaglio perché -come in qualsiasi parto- interferisce con i meccanismi ormonali spontanei. Se considerata indispensabile vanno comunque controllate con molta attenzione le dosi e il monitoraggio.
  • È meglio evitare l’uso dell’anestesia epidurale per gli svantaggi che comporta in qualsiasi tipo di parto e a maggior ragione nel VBAC perché aumenta la probabilità di rallentamento del battito cardiaco (in circa il 10% dei casi) e questo sintomo potrebbe essere scambiato per un segnale di rottura della sutura uterina e provocare un cesareo anche se non necessario.
  • La cosa cui si deve prestare maggiore attenzione è individuare i segni di un’eventuale rottura di utero, che è la complicanza più importante, anche se molto rara, e che non è identificata da un singolo sintomo.

Ci sono vari sintomi che potrebbero segnalare che si sta verificando una rottura d’utero:

  1. – un tracciato anormale (CTG);
  2. – dolori addominali lancinanti, specialmente se persistenti anche tra una contrazione e l’altra;
  3. – dolore al petto o al vertice della spalla, e improvvisa sensazione di avere il fiato corto;
  4. – insorgenza improvvisa di mollezza della cicatrice;
  5. – perdite anormali di sangue dalla vagina o tracce di sangue nelle urine;
  6. – cessazione di attività uterina in precedenza buona;
  7. – tachicardia, ipotensione o shock materno.salve

Con questo articolo spero di aver chiarito i vostri dubbi, vista l’importanza dell’argomento è giusto che sia spiegato anche a livello scientifico (spero di non avervi annoiato con troppi discorsi!). Quello che più ci tengo a sottolineare è l’importanza delle proprie scelte, di informarsi e di essere consapevoli. Non affidatevi a scatola chiusa al sapere medico, ma leggete, studiate e dite la vostra! Tutte le donne hanno diritto di vivere la propria esperienza di parto come più desiderano, lasciando carta bianca al personale sanitario in caso di complicanze. Nel caso in cui tutto sia fisiologico, si deve avere la possibilità di poter partorire naturalmente dopo un taglio cesareo, è il diritto di ogni donna.

Ci tengo molto a conoscere le vostre esperienze, e le vostre opinioni a riguardo, quindi aspetto i vostri commenti!

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Per approfondire: http://www.vbac.it/

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