Neonati e prima infanzia

Contenimento e contatto: i bisogni di ogni neonato

Uno dei sensi più sviluppati alla nascita, insieme a quello dell’udito, è quello del tatto.

I neonati già dentro l’utero imparano a muoversi e a coordinarsi in uno spaio stretto e limitato, sono abituati ad avere dei confini ben definiti, e questo dà loro molta sicurezza.

Una volta venuti al mondo i neonati, si aspettano di essere accolti e accuditi amorevolmente dai genitori, ma hanno anche un grande bisogno di essere contenuti, ed avere dei confini. Infatti devono abituarsi ad un ambiente diverso, non c’è più l’acqua a cullare i loro movimenti, ma l’aria a farli sentire persi e non c’è più quella temperatura calda e costante.

Come possiamo accompagnarli gradualmente in questa fase di adattamento?

Essere avvolto dall’adulto gli dà sicurezza, perché gli permette di avere una buona stabilizzazione, e una buona postura. Un neonato ha bisogno di essere toccato, accarezzato e cullato.

Ecco alcune modalità con cui farlo:

Il Wrapping consente di tranquillizzare i bambini quando sono particolarmente instabili, avvolgendoli in un telino o in una stoffa di maglia elastica, dando loro un’ulteriore percezione di stabilità corporea e di contenimento. Prima di avvolgere il bambino è bene tenerlo fermo e calmarlo con le mani ferme sul suo corpo.

Fasciare_bebe

La Marsupioterapia è una pratica sempre più utilizzata nelle terapie intensive neonatali. Il nome si ispira proprio alla gestazione del canguro, che ha bisogno di trascorrere alcuni mesi della propria vita extrauterina nel marsupio della madre per raggiungere la completa maturazione.

Si tratta di una pratica molto semplice che consente di mettere il bambino, dal momento in cui il suo stato è stabile, nudo (eccetto il pannolino) a contatto della pelle della mamma, sul suo torace in mezzo ai seni, avvolgendolo poi con una copertina, per evitare la dispersione del calore. Ovviamente anche il papà può fare da “canguro”.

Questo metodo richiede assistenza da parte del personale ospedaliero, e può essere applicato anche se il peso del bambino è basso o durante cure più o meno intensive.

Tutti gli studi sull’argomento confermano che i bambini così curati hanno: un sonno più profondo, i pianti più rari, l’energia meglio conservata, l’allattamento e l’attaccamento ai genitori meglio recuperati; hanno una crescita più veloce e le infezioni sono meno frequenti.

Questo metodo può essere usato anche una volta tornati a casa con il proprio piccolo, sia per neonati nati a temine, che hanno sempre bisogno di molto contatto e coccole, sia per nati prematuri o instabili dimessi dalle patologie neonatali ed arrivati casa, un nuovo ambiente a cui adattarsi.

Infatti il contatto pelle a pelle potrebbe risultare molto utile per calmare il bambino agitato, per aumentare la produzione di latte e per stimolare il bambino ad attaccarsi al seno, soprattutto se nato con basso peso o ha una suzione un po’ pigra.

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Il modo in cui il neonato viene maneggiato è importante: è bene raccoglierlo e girarlo sul fianco prima di sollevarlo, per non dargli l’idea di essere sospeso nel vuoto. Essendo il rotolamento il primo movimento che i bambini fanno, imparare ad assecondarlo significa imparare ad essere delicati e rispettosi delle loro competenze motorie.

Ogni  mamma comprende le esigenze più intime del suo bambino, è lei che lo conosce e che ha convissuto con lui per nove mesi, ed è lei che possiede l’istinto e l’intuito necessario per soddisfare le sue richieste.

Il massaggio neonatale determina un contatto che rappresenta trasmissione di sentimenti profondi, intuizione nell’ascolto, rispetto dell’altro, presa di coscienza delle proprie tensioni; determina una comunicazione, un sintonia.

(Leggi l’articolo sui benefici del massaggio neonatale)

Durante la nanna nella culla, sul lettone o sul divano, è bene delimitare lo spazio dove il bambino riposa creando dei limiti con degli asciugamani e un lenzuolino.

In questo modo sentirà intorno a sé dei confini sicuri e potrà addormentarsi tranquillo, senza avere la percezione di trovarsi nel vuoto.

Se il bambino si addormenta solo nel lettone vicino a voi, consiglio di farlo addormentare all’interno del nido, per poi prenderlo in braccio insieme al suo nido quando si sarà addormentato, e sistemarlo nella culla, sempre all’interno del nido. In questo modo è molto probabile che continuerà a dormire poiché sentirà di meno la lontananza dai genitori, percependo dei confini sicuri intorno a sé.

Fare il bagno dovrebbe piacere a tutti i bimbi, perché è un ambiente conosciuto che li fa sentire a loro agio.

Se il bambino non gradisce questo momento è perché vi è un errore nello spazio contenitivo. Infatti le vaschette possono essere troppo grandi e i bambini si spaventano e piangono disperati.

Un accorgimento utile per i primi bagnetti può essere quello di spogliare il bambino e di avvolgerlo in un asciugamano di cotone (o un lenzuolino), e di immergerlo lentamente, mentre lo culliamo, così sistemato in acqua, lasciandogli il tempo di calmarsi e di accettare il nuovo ambiente, per poi aprire l’asciugamano, lasciando quest’ultimo cadere sul fondo della vaschetta.

L’uso del marsupio è ormai una prassi comune e il suo utilizzo offre indiscutibili vantaggi e comodità. Nelle culture orientali l’abitudine di portare i figli addosso non si è mai perduta, e solo oggi noi ne scopriamo le caratteristiche così importanti per il bambino e per noi. Siccome il bisogno immediato sia per il piccolo, che per il genitore, è lo stare insieme, non ci sono controindicazioni all’uso del marsupio fin dalla nascita, basta scegliere il modello giusto e sostenere il piccolo con le mani nelle prime settimane. Ancora meglio la fascia, che dà la possibilità nei primi tempi di un grosso contenimento e può servire fino all’anno e mezzo. Risulta molto utile per continuare il processo di sviluppo dei bambini nati prematuri e dimessi dalle TIN, perchè hanno bisogno ancora di confini sicuri intorno a loro.

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