storie di latte

Storie di latte: Manuela

Manuela è una mamma bis che ha avuto due esperienze totalmente diverse, probabilmente è lei che è cambiata, che ha vissuto in maniera differente gravidanza, maternità e allattamento e si è data un’altra chanche.

Ecco come ci racconta la sua esperienza di allattamento.

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  • Com’è stata la tua esperienza di allattamento? Per quanto tempo hai allattato?

Parlando di questa seconda esperienza che è ancora in atto, ottima. I primi giorni mi ha dato il noto (per me) effetto ‘galera’ ma in breve è diventato semplice e un momento di coccole e intimità. L’unico neo è che mio figlio mangia moltissimo e non è semplice conciliare questo con il lavoro e il resto della mia vita.

Ora ha 3 mesi e mezzo e sicuramente continuerò per un altro paio di mesi, poi vedremo, ma anche proseguissi ho intenzione di rallentare.

  • Se hai allattato 2 o più bimbi ci sono state differenze tra le diverse esperienze?

Le due esperienze non potrebbero essere più diverse.

Con Matteo ho letteralmente odiato allattare: avevo latte ma non a fiumi, lui era lentissimo in un gioco di attacca-stacca che durava un’ora; non si capiva mai se fosse sazio o meno e alla fine mi sembrava di essere sempre lì con il seno fuori. Col senno di poi ho sicuramente fatto qualche errore di gestione anche io però lui non è mai stato un bambino ‘da manuale’. Ho tenuto botta 4 mesi e mezzo di cui l’ultimo integrando latte artificiale, e quello è stato l’unico mese che mi sono veramente goduta.

Con Leonardo tutt’altra esperienza. Lui mangia in un lampo e ho imparato prestissimo a capire se ha fame o meno, anche perché è un neonato molto tranquillo e facile da decifrare.

Con lui allatto a richiesta, con Matteo no, non ce l’avrei fatta a sostenere la cosa…

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  • Il tuo percorso è stato semplice fin da subito? Hai mai avuto bisogno di aiuto per allattare? A chi ti sei rivolta?

Avendo partorito in casa maternità, le ostetriche per la prima settimana sono state di grande supporto, e anche in seguito, per ogni dubbio, ho potuto rivolgermi a loro.

  • Nel luogo dove hai partorito (ospedale, casa maternità…) hai avuto informazioni adeguate riguardo all’allattamento? Sei stata sostenuta adeguatamente? Hai iniziato ad allattare subito?

Come dicevo sopra sì, ho avuto tutto il supporto necessario. Ma questo è successo con entrambe le esperienze eppure sono molto diverse tra loro. Lì di prassi attaccano subito il bambino e sconsigliano aggiunte salvo casi di reale necessità.

  • Hai mai avuto esperienze spiacevoli allattando in pubblico? Commenti e/o consigli non richiesti?

Fortunatamente no. C’è da dire che io spesso uso una copertina presa su Amazon, pensata apposta per coprire sé e il bambino. Non lo faccio per gli altri ma per me, perché lo trovo un gesto intimo e voglio che rimanga tale.

  • Cosa ritieni sia indispensabile perché l’esperienza dell’allattamento risulti positiva?

Sicuramente avere un riferimento professionale al quale potersi rivolgere per ogni dubbio o bisogno, e un avvio corretto alla nascita.

Non ultimo, anche un atteggiamento positivo e rilassato. Con Matteo ero partita battagliera, con l’ansia di essere schiava dell’allattamento e un po’ di timore verso questo seno che non riconoscevo più. Non voglio che dire che l’esperienza sia andata maluccio per quello (ho conosciuto mamme con le migliori intenzioni che comunque non sono riuscite ad allattare al seno) ma, col senno di poi, mi chiedo se fosse tutta ‘colpa’ del bambino o se invece il mio mood e la scelta non allattare a richiesta non abbiano influito… Comunque niente sensi di colpa, francamente penso si cresca bene anche ad artificiale visto che per fortuna non viviamo in zone rischiose e affermo sempre che ogni madre fa quel che può, l’importante è l’amore verso i propri bambini e il rispetto della loro vita.

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Penso che Manuela abbia dato dei suggerimenti molto validi, l’atteggiamento con il quale ci si approccia alla maternità e agli aspetti ad essa correlati, come l’allattamento, fa davvero la differenza. Partire prevenute non aiuta, ci vuole un atteggiamento libero e tranquillo e soprattutto positivo.

Se lo si desidera si può allattare nel migliore dei modi, ci vuole calma, pazienza e tanto sostegno.

Grazie Manuela per il tuo racconto, di cambiamento, di voglia di provarci nonostante le tua pregressa esperienza; a dimostrazione che ogni gravidanza e ogni bambino sono diversi e tutto può cambiare.

Trovate Manuela su:

blog: www.tespoonofme.it

Istagram: teaspoon of me

Facebook: Manuela Morara

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