GRAVIDANZA

Gravidanza oltre il termine: cosa fare se il piccolo non ne vuole sapere di uscire

La data presunta del parto a 40 settimane è basata sulla regola di Naegele secondo cui la gravidanza viene fatta partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione.
Se il ciclo è di 28 giorni ed è regolare, secondo questa regola, si contano nove mesi più sette giorni (ovvero 280 giorni) dal primo giorno dell’ultima mestruazione.

Un mese lunare, però, dura 295 giorni e quindi 15 giorni in più rispetto ai 280 giorni che si considerano per una gravidanza.

Infatti circa l’80% delle donne partorisce dopo 40 settimane. Inoltre anche se ci basiamo sulla data del parto in base alla durata media di un ciclo mestruale, 28 giorni, sappiamo che non tutte le donne hanno un ciclo regolare. Alcune hanno un ciclo più lungo e altre un ciclo più breve.

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La ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) sconsiglia, in una gravidanza fisiologica, qualsiasi intervento prima della fine delle 42 settimane. Purtroppo nessuna struttura ospedaliera rispetta questa ciò e dopo le 40 settimane, a seconda della regione e della struttura nella quale si desidera partorire, si iniziano una serie di controlli più o meno ravvicinati per controllare il benessere materno/fetale.

Perché questi controlli si intensificano? Non basta valutare il benessere fetale e materno con i conteggi dei movimenti e la misurazione della sinfisi fondo? Così facendo si  le donne si proiettano in uno stato di attesa e di stress che inibisce la spontaneità del travaglio.

 Si è persa la capacità di aspettare ,di ascoltare il proprio corpo, percepire il benessere del proprio bambino, e di vivere con serenità la gravidanza.

Bisogna dare fiducia ai propri bambini, perchè sanno quando nascere, sanno quale è  il momento giusto e come far scatenare tutti gli ormoni necessari all’avvio del travaglio.

Quello che è necessario e importante è dare fiducia alle donne, dare loro consapevolezza della forza e delle capacità che hanno.
Purtroppo la gravidanza ed il parto sono visti come una condizione medica, e non come un processo naturale e spontaneo come è in realtà.

Affinché un travaglio sia naturale, è necessario non utilizzare farmaci e interventi strumentali.

Ma se si arriva oltre alla data presunta del parto non succede nulla?

L’induzione naturale è una grande alternativa che tutte le donne dovrebbero provare, sostenute dalla propria ostetrica.

Per  favorire appianamento e dilatazione:

Olio di Enotera in capsule :

inserire 2-3 capsule in fondo alla vagina, ripetere 2-3 volte ogni 24 ore. Si possono assumere le capsule anche per via orale dalle ultime quattro settimane di gravidanza.
Il dosaggio è: Tre capsule da 500 mg al giorno per la prima settimana (36 settimana) e 2000 mg al giorno per le ultime 3 settimane.

L’olio di enotera agisce ammorbidendo e appianando la cervice.
L’utilizzo dell’olio di enotera secondo alcuni studi aumenta i messaggi biochimici che stimolano l’inizio del travaglio.

Per far partire le contrazioni:

  • Olio di Ricino:
    20 ml di olio di ricino assunto alla sera prima di coricarsi per tre sere, solitamente ha un effetto rapido.
  • Stimolazione dei capezzoli: La stimolazione dei capezzoli aiuta nella produzione di ossitocina. La stimolazione può essere effettuata manualmente dalla donna, dal compagno oppure attraverso la suzione se si ha già un bambino e si è in fase di allattamento.
    Sfregate i capezzoli in modo intenso per 1 minuto, fate una pausa di 2-3 minuti e ricominciate. Continuate così per 1 ora circa.
  • Impacchi caldi: Impacchi caldi sul seno oppure di un getto di acqua molto calda stimola la produzione naturale dell’ossitocina.
  • Sesso: Le contrazioni dell’utero che si sviluppano durante l’orgasmo possono aiutare l’inizio di un travaglio naturale. Inoltre, lo sperma contiene delle prostaglandine naturali che ammorbidiscono e fanno maturare la cervice. Dopo il rapporto è preferibile non alzarsi subito dal letto ma rimanere stese e alzare il bacino così che lo sperma arrivi alla cervice.
  • Scollamento delle membrane: E’ una monovra invasiva che può essere fatta solo dall’ostetrica. Attraverso una visita vaginale l’ostetrica fa scorrere il suo dito fra la cervice e le membrane e ne provoca lo scollamento. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda lo scollamento delle membrane per ridurre gli interventi farmacologici di induzione. ” Lo scollamento delle membrane è intervento semplice. Può avere però degli svantaggi come sanguinamento vaginale.
  • Massaggio cervicale: Si introducono le dita in vagina, si raggiunge la cervice e si strofina per 30 minuti in modo lento e delicato.
  • Fitoterapia: Preparate una tisana al mattino e bevete dei piccoli sorsi durante tutto il giorno, non zuccheratela ma se vi risulta amara potete usare del miele per renderla più dolce.
    Ingredienti:

    • 1 litro di acqua
    • 1 bastoncino di cannella
    • 10 chiodi di garofano
    • 1 piccola radice di zenzero
    • 1 cucchiaio di verbena.
    • Far bollire a fuoco lento per 10 minuti la cannella, i chiodi di garofano e lo zenzero, togliere dal fuoco e aggiungere la verbena.
    • Far raffreddare e filtrare

Un altro alleato in gravidanza è il Tè di foglie di lampone.
Fate bollire l’acqua, immergete all’interno due pizzichi di foglie secche. Lasciate in infusione per 10 minuti, poi con un colino filtrare e dolcificatelo con del miele.
Bevetene una tazza al giorno dal secondo trimestre, e tre tazze al giorno nell’ultimo mese.
Il tè alle foglie di Lampone tonifica l’utero rendendo le contrazioni più efficaci.

Ecco alcune soluzioni del tutto naturali per far partire spontaneamente il travaglio, fatemi sapere se ne avete provata qualcuna e cosa ne pensate!

 

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